78 PARTE PRIMA - CAPITOLO TERZO labili danno al trattato interpretazione allarmante, quasiché Delta e Bacino Sauro ex Baross fossero assegnati Jugoslavia. Per tranquillare agitatissima opinione pubblica preghiamo Vostra Eccellenza autorizzarci per telegrafo a smentire supposta mutilazione complesso portuale di Fiume ed affermare essere attuale corso fiume Eneo confine orientale stato fiumano ». Poco più tardi la stessa Camera di Commercio inviava un secondo dispaccio al Ministro degli Esteri in cui dichiarava di associarsi incondizionatamente al fermo proposito della cittadinanza tutta d’impedire ad ogni costo che fosse consumato un nuovo delitto ai danni di Fiume. « Il porto di Fiume — aggiungeva — con il bacino Sauro, ex Baross, da quando esiste è sempre ed in tutti i riguardi un solo complesso inscindibile e per di più la fonte prima della vitalità economica del Corpus separatimi. La mutilazione del Porto ne menomerebbe l’efficienza in misura deleteria e significherebbe la schiavitù economica perpetua del nostro commercio specie dei legnami. Il confine orientale del Corpus separatum deve quindi rimanere quello che è oggi, cioè il fiumicello Eneo che separa il Delta dalla Braidizza. Una franca parola di conforto dell’ E. V. a questa rappresentanza del ceto economico di Fiume, gioverà molto a sedare la tempesta che travaglia ancora il cuore dei cittadini ». Il 27 dello stesso mese il Senato Marittimo di Fiume votava al l’unanimità un ordine del giorno in cui si « riafferma solennemente l’assoluta necessità che il bacino Nazario Sauro (ex Baross) ed il Delta continuino a formare col porto principale e con le sistemazioni portuarie ad occidente della Fiumara un tutto tecnicamente ed amministrativamente inscindibile — costituendo essi i due elementi fondamentali del traffico del legname (depositi e smistamenti al Delta, caricazione economica e sollecita al bacino Nazario Sauro) ». Lo stesso giorno la Camera del Lavoro di Fiume votava pure analogo ordine del giorno, inviato alla Presidenza della Camera e del Senato, alle Direzioni delle Leghe e dei Sindacati italiani e alle Camere del Lavoro del Regno.