212 PARTE SECONDA - CAPITOLO QUINTO cioè dalla Jugoslavia e dall’Ungheria, osservando che a quest’ultima il Trattato del Trianon assicura il transito attraverso il territorio jugoslavo e lo sbocco al mare a Fiume ; inoltre è quello di rendere possibile la penetrazione economica italiana nei Balcani, nei paesi danubiani e in genere in tutti i territori che direttamente sono legati a Fiume da linee ferroviarie. Per dare un’idea dell’importanza di questa funzione e prima di esporre il programma d’azione di questa Società per l’avvenire, è necessario illustrare brevemente l’attività da essa svolta nel passato nel campo politico-economico, attività questa che, data l’avvenuta nazionalizzazione italiana dell’« Adria », la pone oggi a servire esclusivamente gli interessi della economia italiana. La Società di navigazione marittima « Adria » sorta nell’anno 1881, si è rigogliosamente sviluppata mercè l’appoggio del Governo ungherese, dato in forma di sovvenzione ; il contratto in vigore prima della guerra assicurava alla Società la somma di Cor. 4.600.000 di sovvenzione annua, di cui Cor. 3.200.000 per le linee del Mediterraneo e Cor. 1.400.000 per quelle deH'Atlantico. Con tali sovvenzioni 1’« Adria » esplicava per lo Stato Ungherese una funzione di carattere eminentemente politico, inquantochè mediante 1’« Adria » l’Ungheria si rendeva indipendente dall’Austria in linea economica, concentrando nel porto di Fiume linee marittime ungheresi, destinate ad espandere nel mondo i prodotti ungheresi. L\< Adria », quindi, in base ai contratti stipulati col Governo ungherese, manteneva al porto di Fiume un regolare servizio di linee marittime che lo collegavano specialmente ai porti italiani ed in generale ai traffici mondiali. Epperò a fine di spronare il commercio dell’Ungheria a scegliere la via di Fiume, in concorrenza a quella dei porti germanici, il Governo ungherese accordava, come si è detto, importanti facilitazioni di noli sulle proprie ferrovie, alimentando artificialmente il traffico di Fiume. L’appoggio del Governo ungherese per sostenere il traffico via Fiume non si limitava solo a sovvenzionare e con ciò rendere possibili linee marittime regolari, bensì si estendeva alla politica tariffaria delle sue ferrovie in quanto essa stabiliva dei noli combinati, nei quali riduceva la sua quota di partecipazione per il nolo ferroviario nel limite più basso possibile, assumendosi anche parte delle spese locali di trasporto (carriaggio) dalla ferrovia al piroscafo. Ora che l’Italia subentra all’Ungheria nel porto di Fiume, per quanto concern e la sistemazione delle sue linee marittime e la connessa politica ferroviaria, è suo compito di ottenere un equo trattamento da parte dell’Ungheria, della Ceco-Slovacchia, Jugoslavia, Rumenia ed altri ; tale compito è raggiungibile soltanto mediante accordi reintegranti il sistema che vigeva nell’anteguerra. Soltanto così, e soprattutto nell’interesse dell’economia italiana, il traffico del retroterra riprenderà la via di Fiume, anziché quella d’Amburgo ; e per raggiungere tale scopo è opportuno e necessario che l’Italia col mantenimento di regolari linee marittime a Fiume compensi quella parte delle facilitazioni ferroviarie che eventualmente verrebbero a mancare al commercio, in seguito alla nuova conformazione politica del retroterra. Va notato che i Governi ungherese ed austriaco avevano preso degli accordi per cui il raggio di azione dei porti di Trieste e Fiume era delimitato in modo che, nel mentre il « Lloyd » si era impegnato di servire il porto di Fiume con le sue linee del Levante ed Oriente, 1’« Adria », da parte sua, era impegnata a servire, in eguale proporzione, colie sue linee il porto di Trieste, formando così un collegamento che, senza invasione dei rispettivi campi di attività, ridondava, invece, a reciproca convenienza. ^ . Questa combinazione era necessaria per poter controllare e dirigere i trame* della cessata Monarchia, evitando, nel contempo, una inutile e dannosa concor renza fra questi due porti che, nelle loro funzioni rispetto ad essa, si cora pie tavano. Per quanto la Monarchia austro-ungarica abbia cessato di esistere per se stessa, i nuovi Stati da essa sorti si trovano nelle identiche sue condizione