L’ANNESSIONE ALL’ ITALIA Nel dilemma posto alla Jugoslavia : alleanza o perpetua inimicizia, il Governo di Pasic doveva scegliere la sua via. Si giunse infatti all’alleanza, forse ancora con sacrificio, ma decisamente, osiamo dire senza riserve mentali e, vogliamo aggiungere, senza mediazioni, le quali ultime, quando ci è capitato di doverle accettare peT il passato, sappiamo quanto e come caramente ci si son fatte pagare. Senza riserve, ripetiamo, perchè era chiaro che all’accordo stipulato doveva seguire da parte della Jugoslavia la necessaria dimostrazione di sincerità e di buona volontà nello svolgimento delle nuove relazioni; tanto più, anzi, in quanto — come il suo stesso Governo teneva a dichiarare — essa se ne avvantaggiava fortemente così nella sua politica estera, come nelle sue condizioni interne, perchè il nuovo indirizzo Adriatico non avrebbe mancato di influire anche sulla revisione politica della gran parte del popolo croato che non era, come tutti sanno, devotamente fedele alla costituzione centralista di Belgrado e rappresentava pur sempre fino ad allora la freccia nel fianco del tormentoso problema unitario dello Stato serbo-croato-sloveno. Da parte nostra, la saggezza politica del Governo italiano che silenziosamente, ma tenacemente, dopo una solida preparazione diplomatica che andò dall’azione espressa nell’ intervento diretto di Mussolini sulle esercitazioni delle varie Commissioni paritetiche, al risoluto procedimento militare con 1’ invio del Governatore Giardino a Fiume, ha fatto sì che l’Italia non rima-