LE INDUSTRIE DI FIUME 201 Nazionale per lo Sviluppo delle Imprese Elettriche di Milano, presentò al Comune un’offerta, colla quale si obbligava a costruire in 16 mesi, secondo un piano di dettaglio da essa elaborato, l’impianto idro-elettrico di Grohovo verso il pagamento di 12.000.000 in rate uguali per altrettanti anni, coll’ interesse massimo dell’8%, dimostrando con dati di fatto come la quota annua di interesse ed ammortamento venisse abbondantemente coperta dal risparmio di combustibile raggiunto. Una Commissione di tecnici comunali, nominata per l’esame dal Governo Provvisorio di allora, trovò il progetto, salvo alcune lievi modifiche, e l’offerta convenienti, come risulta da analogo rapporto del 23 gennaio 1923. In seguito al quale parere il Governo decise l’acquisto del progetto, senza peraltro poter dar corso ad alcun lavoro. L’accordo testé concluso con la Jugoslavia, vincola l’Italia a procedere alla costruzione del nuovo impianto, i cui benefici sono incalcolabili. Esso potrà infatti fornire l’energia elettrica a tutte le industrie, ed anche alle città vicine della provincia. I dodici milioni delle spese d’impianto verrebbero ricoperti in meno di 12 anni col risparmio del carbone che viene a costare ora un milione l’anno. Assicurata la distribuzione dell’energia elettrica alla massima parte delle industrie locali, i Servizi Pubblici potranno cederla a prezzi di assoluta convenienza per tutti. E questa sarebbe invero un’altra delle massime facilitazioni di cui godrebbero le iniziative fiumane. I Servizi Pubblici, infine, possono esaminare la possibilità di un ampliamento della linea tramviaria per il transito diretto Fiume-Ab-bazia, che, oltre a produrre un notevole movimento sulla linea stessa, avvantaggiando i due paesi, stabilirebbe un più intimo contatto materiale e morale fra i paesi della nuova Provincia.