72 PARTE PRIMA - CAPITOLO TERZO II giorno della firma del trattato, difatti, come sempre per il passato, Fiume esercitava la sua giurisdizione su tutto il Corpus separatum comprendente esplicitamente tanto la città che il porto, Delta e bacino Baross compresi, sino al corso dell’Eneo (Fiumara o Reciña) che costituiva confine tra esso e la città jugoslava di Sussak. L’ impegno segreto del Conte Sforza, ammettendo la correzione di questo confine, significava non applicazione, ma modificazione del trattato, tanto più che la carta al 200 :000 che « per chiarezza e maggior precisione » era annessa al trattato, tracciava egualmente il confine al suddetto corso d’acqua. Le voci appena sussurrate di questo nuovo impegno italiano a favore dei jugoslavi, allarmarono vivamente il Comando di Fiume. Nella seduta straordinaria del 17 novembre 1920, la Rappresentanza municipale votava un ordine del giorno di protesta « contro il trattato di Rapallo conchiuso con disconoscimento del diritto incontestabile di Fiume alla pura e semplice annessione, e col sacrificio dei fratelli dalmati», affermando di considerare « come provvisoria, nei riguardi di Fiume, la soluzione contemplata dal trattato di Rapallo ». Il 18 novembre, in una villa in prossimità di Cantrida, il Generale d’ Esercito Enrico Caviglia consegnava a Gabriele d’Annunzio il testo dell’accordo per Fiume. Era il testo degli articoli 4° e 5°, riguardanti la creazione dello Stato libero di Fiume, che qui riportiamo integralmente : Art. IV. - Il Regno d’Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni riconoscono la piena libertà ed indipendenza dello Stato di Fiume e si impegnano a rispettarla in perpetuo. Lo Stato di Fiume è costituito: a) dal Corpus separatum, quale attualmente è delimitato dai confini della città e del distretto di Fiume; b) da un tratto di territorio già istriano, delimitato come segue: A nord : da una linea da determinare sul terreno che, paf" tendo immediatamente a sud dell’abitato di Castua, raggiunga sulia strada S. Mattia-Fiume il limite del Corpus separatum, lasciando gli abitati di Serdoci e di Hosti al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, ie lasciando tutta la rotabile che, a nord della ferrovia, per