I DOCUMENTI 273 legiata. Per raggiungere questo fine essi propongono di dare a Fiume una autonomia m tutto simile a quella che la città aveva sotto la dominazione austro-ungarica, convinti che questa disposizione e l’interesse vigilante e simpatico che la Società delle Nazioni porterà alla città, possano garantire all’Italia la protezione completa degli elementi di razza e di coltura italiana a Fiume. La Società delle Nazioni, esercitando una sovranità assoluta e l’Italia essendo rappresentata nel Consiglio della Società, come gli interessi italiani non sarebbero pienamente salvaguardati ? Ogni separazione tra la città di Fiume e lo Stato cuscinetto non potrebbe non provocare una protesta contro la formazione stessa di questo Stato che, per questo fatto, sarebbe quasi totalmente popolato di slavi. Quanto alla nuova proposta italiana, tendente ad annettere all’Italia una stretta lingua di terra da Fianona alle porte di Fiume, essa solleva difficoltà di ordine pratico. La ragione per la quale il Governo italiano ha presentato questa rivendicazione, è, si assicura, di carattere puramente sentimentale : essa tradurrebbe il desiderio che la città di Fiume non fosse separata dall’Italia da alcun territorio straniero intermediario. Certamente un argomento sentimentale di questo genere può avere una grande importanza agli occhi del Governo italiano, ma sembra riposare sopra un malinteso riguardante la situazione reale di Fiume. La creazione dello Stato cuscinetto, che sarà completamente indipendente dalla Jugoslavia, era destinata tra le altre ragioni a salvaguardare la situazione di Fiume. Lo Stato libero di cui, come è stato indicato al paragrafo precedente, Fiume deve formare la parte essenziale, è già in contatto diretto con il Regno d’Italia non solamente per mare, ma anche per una lunga frontiera terrestre di circa 160 chilometri. La. proposta già fatta tiene dunque pienamente conto delle considerazioni di ordine sentimentale alle quali il Governo italiano attribuisce un sì grande valore. Effettivamente il nuovo progetto non raggiungerebbe così bene il suo scopo, perchè in pratica si può temere eh esso sia completamente inapplicabile. Il Governo italiano non fa opposizioni per ciò che concerne la ferrovia che lega Fiume con il nord ed ammette che la ferrovia continuerà ad essere compresa nei limiti dello Stato jugoslavo. Per un lungo tratto questa linea è parallela alla costa, e la proposta italiana equivale per questa regione, a separare dallo Stato libero ed annettere all’Italia la zona sabbiosa ed arida che si stende tra la ferrovia ed il mare. Il danno che subirebbe lo Stato libero tagliato così stranamente dalla sua propria riva è così evidente che è difficile ad apprezzare ; mentre non è facile comprendere quale vantaggio ne trarrebbe l’Italia, a meno che non si voglia considerare come vantaggio per essa la paralisi dello Stato libero. Non sembra necessario insistere sulle difficoltà straordinarie che sorgerebbero per il controllo doganale, per il servizio del Guardiacoste e per altre questioni analoghe in territorio di Benedetti 18