MUSSOLINI E L.A DURA EREDITÀ DEL PASSATO |3| della Piccola Intesa, ritenendo che la stipulazione di tali accordi, con relativi prestiti di consolazione, fosse questione più vitale per la Francia che non le sue condizioni interne. Errore. La realtà delle situazioni reciproche offriva la più solenne delle smentite col più clamoroso fallimento di codesta politica di rimedio. L’alleanza franco-cecoslovacca, seguita dall’annuncio ostentatamente orgoglioso di nuovi vincoli che sarebbero stati stretti a breve scadenza con gli altri governi della Piccola Intesa nel momento stesso in cui questi si sarebbero riuniti a convegno nella capitale jugoslava (9 gennaio 1924) poteva giustamente destare, come destò, il risentimento della pubblica opinione italiana, alla quale quest’azione francese sembrava indicare, come si è detto, una volontà di predominio nell’Europa centro-orientaie, alla cui dipendenza prima o poi avrebbe dovuto trovarsi anche l’Italia. Ma anche a prescindere dal fatto stesso che fra gli Stati della Piccola Intesa non c’era nè poteva esserci uniformità di vedute verso una simile concezione (e il legame politico di un popolo non si acquista nè si negozia con prestiti che servono al postutto a mantenere in efficienza le proprie industrie belliche) e dal fatto che neanche il signor Poincaré poteva impedire all’ Italia il diritto di intervento e di controllo e di una preminenza tutta sua nei rapporti con gli Stati ad essa più vicini, sorti o ingranditi soprattutto in conseguenza della sua guerra, i risultati del convegno di Belgrado costituirono invece la più nera delusione per i nostri amici francesi, ed anche per i più dichiarati amici cecoslovacchi 1 quali — sempre auspice Benes — non nascondevano attraverso ogni sorta di manifestazioni politiche, il grosso desiderio di vederci mantenuti in condizioni di assoluta inferiorità tra le grandi potenze e di escluderci addirittura dalla vita del centro Europa, por assumerne essi la suprema direzione ! Alla Conferenza di Belgrado non furono strette, dunque, altre alleanze con la Francia : al contrario l’importanza dei suoi lavori culminò nell’annuncio dato dai ministri romeno e jugoslavo imminente conclusione di un accordo definitivo tra ' ’ Italia e la Jugoslavia sulla questione di Fiume, e della stipulazione di Un « patto di amicizia » inteso a garantire le relazioni reciproche