226 PARTE SECONDA - CAPITOLO SESTO Quando il retroterra tornerà ad adoperare il suo sbocco naturale che è Fiume, e attraverso lo stesso inizierà l’inoltro dei suoi prodotti nei naturali porti di mercato, quando questi così ripresi traffici verranno effettuati nel porto di Fiume e quando anche gli articoli di importazione prenderanno la via più economica attraverso questa linea, allora si potrà veramente assistere al sicuro sviluppo commerciale della città : ed il così rinato commercio sarà più sano e più redditizio di quello che era il traffico d’ un tempo, anche se sviluppato in grande stile, ma sempre con sistema soltanto artificiale per opera dell’ Ungheria. Il grande traffico prebellico per la grande massa dei cittadini fiumani era pochissimo redditizio e rappresentava una utilità minima, poiché le merci non facevano altro che transitar«, attraverso il porto, mentre tutti i benefici di questo commercio si concentravano presso le case di Budapest o presso qualche loro filiale di Fiume, Case, Istituti, Banche che concentrando tutti i monopoli si dividevano fra di loro anche tutti i benefici. Citiamo a mo’ d’esempio il commercio degli zuccheri, commercio sviluppato in grandissimo stile, ma che ai negozianti a Fiume non procurava nessun margine di guadagno. Inevitabilmente lo sviluppo del traffico fiumano, dunque, apporterà anche la creazione di un costante mercato, poiché questo è un effetto diretto ed immediato del traffico : questo mercato varrà tanto per lo scambio dei prodotti del retroterra come per quello dei prodotti d’Italia e d’oltre mare e varrà tanto più in quanto si effettuerà nella piazza di Fiume con una valuta più stabile — come appunto la valuta italiana — più stabile, cioè, di fronte alle valute del retroterra : quindi il commercio sarà protetto da quelle fluttuazioni di valuta alle quali non è risparmiato nemmeno nei nuovi Stati, sorti dallo sfacelo dell’Austria-Ungheria. Dall’esame delle condizioni e dei rapporti dei traffici, risulta ancora evidente l’importanza del porto di Fiume agli scopi cui deve servire. È vero che il crollo della Monarchia austro-ungarica ha tolto ai porti dell’Adriatico gran parte delle infinite risorse che loro offrivano durante il periodo prebellico i rispettivi retroterra e eh I’ immane crisi economica ebe si è abbattuta su tutte le nazioni