270 PARTE TERZA fettiva minaccia, si accetta ora che la cura di regolare l’avvenire dello Stato libero sia lasciata alla Società delle Nazioni, che conformemente alle domande italiane, non mancherà di serbare alla città di Fiume tutta l’autonomia di cui essa godeva sotto la dominazione austro-ungarica. 3°) - I rappresentanti dell’America, della Francia, della Gran Brettagna, sono lieti di far notare quanto essi abbiano apprezzata la saggezza e la moderazione che hanno caratterizzato l’atteggiamento del Governo italiano nella diffìcile questione della Dalmazia. Essi stimano che questo Governo ha avuto una chiara percezione dei superiori interessi dell’Italia, rinunciando ufficialmente a rivendicazioni territoriali, la realizzazione delle quali avrebbe avuto per conseguenza permanenti dissidi con gli abitanti dello Stato Serbo-Croato-Sloveno, ed avrebbe reso impossibile ogni amichevole relazione con essi. Tuttavia per salvaguardare tutti gli interessi italiani di razza e di sentimento, è stato convenuto che la città di Zara sia sottoposta ad uno speciale regime. La posizione geografica di Zara la designa a far parte dello Stato jugoslavo; ma, a condizione che la città rientri nell’unione doganale jugoslava, essa verrà a godere il completo diritto di sovranità sotto l’egida della Lega delle Nazioni e della libertà di controllo sui propri affari. 4°) - La stessa saggezza e la stessa moderazione che hanno caratterizzato l’atteggiamento del Governo italiano nella questione della Dalmazia, lo hanno egualmente caratterizzato in ciò che concerne le isole dell’Adriatico. Il Governo italiano sembra d’accordo col Presidente 'W ilson e si rende conto come lui del necessario vincolo che, dal punto di vista della razza, della geografia e della politica, unisce allo Stato jugoslavo le isole della costa dalmata. D’altra parte il possesso di alcune isole al largo che sono, è vero, etnicamente jugoslave ed economicamente unite alla Jugoslavia, è considerato dal Governo italiano come necessario al controllo strategico dell’Adriatico. Questa rivendicazione è stata ammessa come ragionevole. Le isole seguenti sarebbero dunque attribuite all’Italia, ma demilitarizzate: a) il gruppo di Pelagosa; b) Lissa e gli isolotti situati all’ovest; c) Lussin e Urne. Queste isole saranno trasferite in piena sovranità all’Italia, che da parte sua dovrà concludere un accordo con la popolazione slava di Lissa, lasciando a questa la sua completa autonomia locale. 5°) - L’Italia riceverà dalla Società delle Nazioni mandato di amministrare lo stato indipendente di Albania. È stato allegato a! presente memorandum un progetto della forma che dovrebbe rivestire un simile mandato secondo l’opinione dei tre rappresentanti. Al nord e all’est le frontiere saranno per il momento quelle che sono state fissate dalla Conferenza di Londra nel 1913. La frontiera meridionale resta oggetto di trattative. Tuttavia, per non ritardare l’accordo