118 PARTE PRIMA - CAPITOLO QUINTO perfetta soltanto dopo che la Commissione avrebbe espletato il compito di sistemarlo. Fino ad allora lo Stato fiumano — anche secondo le dichiarazioni contenute nella relazione presentata al Senato dall’On. Scialo] a — non poteva considerarsi definitivamente costituito e sottratto anche alla tutela degli Stati che l’avevano creato. L’accordo di Santa Margherita, insomma, riconosceva che Fiume era ancora sotto tutela e che la sua organizzazione doveva compiersi ancora. L’On. Mussolini, cui era rimasto dai precedenti Governi il peso morto di questi accordi, sia nelle relazioni agli accordi stessi presentate alla Camera ed al Senato, sia nelle dichiarazioni fatte nei due rami del Parlamento, aveva insistito per far rilevare al riguardo che riteneva opportuno affidare il giudizio definitivo sulla bontà e sulla sorte delle convenzioni alla loro stessa esecuzione, risolutamente e lealmente compiuta. Era infatti assai difficile dire in quel momento se gli accordi in questione fossero perfetti ed esprimessero compiutamente i bisogni delle popolazioni che dovevano tutelare. Il fatto del piccolo Stato di Fiume, di popolazione italiana, addossato all’Italia, ma con un retroterra economico jugoslavo e magiaro, era talmente nuovo ed eccezionale, che qualsiasi ordinamento non poteva avere che un valore limitato, da stabilire sull’esperienza dei risultati, per eventualmente modificarlo o meglio adeguarlo alle esigenze della vita e degli interessi dei due Stati contraenti. Gran parte del loro successo dipendeva quindi dallo spirito con cui stavano per essere eseguiti. Per parte nostra tutto andò bene : lo sgombero della terza zona dalmata e della borgata di Sussak, previsto dalle clausole di Santa Margherita, avvenne esattamente nei cinque giorni dalla loro ratifica. Ma all’inizio dei lavori della Commissione ad Abbazia, una riserva jugoslava fu subito sollevata allorquando, per necessita contingente, tornò in ballo la questione del Delta e di Porto Baross : lo sgombero di Sussak fu dai jugoslavi dichiarato incompleto, perchè, secondo l’interpretazione dei delegati S. H- S-> l’Italia non aveva adempiuto, insieme, agli obblighi derivanti a’ quel famoso impegno Sforza, segreto quanto si voglia, ma inter"