MUSSOLINI E LA DURA EREDITÀ DEL PASSATO 129 altre città è la provincia) che gravitano ed hanno sempre gravitato su Fiume, prima che sorgessero le barriere politiche a dividere territori che hanno una unità economica ? Come può essa amministrare con mezzi che non ha, una sua giustizia, le sue scuole, i suoi servizi pubblici, senza un .controllo superiore, senza un’autorità centrale che si interponga fra le lotte dei partiti ? È assurdo immaginare che possa essere Stato una città, che è un porto, che ha i suoi cittadini in moto attraverso Stati confinanti che ha un traffico di carattere internazionale e cioè ha complesse questioni da risolvere, funzioni delicate da assolvere, senza possedere gli organi giuridici, politici, diplomatici, che occorrono. Chi può infatti immaginare a Fiume le Corti Superiori di Giustizia, il Consiglio di Stato, la rappresentanza diplomatica, la polizia portuaria, una moneta propria, e via di seguito? In queste condizioni, dato soprattuto che i jugoslavi s’erano sempre dimostrati (poco preoccupati della soluzione dei problemi che riguardavano la vita di Fiume, all’ Italia spettava precisa-mente il compito di provvedere. Ed ha provveduto, con l’opera fervidamente italiana e tecnicamente inflessibile svolta dal Generale Giardino in poco più di cinque mesi di governo, in obbedienza a direttive precise : unire ammistrativamente ed economicamente Fiume all’Italia. Parallelamente a quest’opera di estrema delicatezza, ma anche di profonda necessità, i cui effetti ebbero addirittura influenza decisiva nel l’ultima fase delle trattative concluse nel gennaio successivo, si svolgevano a Belgrado contatti diretti tra il Generale Bodrero, diretto fiduciario di Mussolini, il nostro incaricato d’affari Summonte e il Presidente del Consiglio jugoslavo Nicola Pasic, insieme al suo Ministro degli Esteri Nincic. Sulla condotta di queste trattative non esistono documenti particolareggiati, all’ infuori di quelli diplomatici scambiati tra 1 due Governi pel tramite dei rispettivi delegati, tenuti segreti, e che formeranno probabilmente materia di un libro conclusivo sui negoziati adriatici per cura del Governo italiano. Tuttavia questo ultimo scambio di trattative, avvenuto per diretta volontà di Mussolini sulla traccia ben definita di accordi necessari ai due Paesi, fu quanto di più efficace si sia potuto concretare dal Bmtdelti . 9