FIUME NEL TRATTATO DI RAPALLO 79 L’Associazione dei Commercianti di Fiume, infine, spediva anche al Ministro degli Esteri questo dispaccio : « Avuto sentore mutilazione nostro porto risultante accordo Rapallo protestiamo energicamente. Possesso Porto Baross nonché depositi legnami Delta condizione « sine qua non » esistenza econo-mico-nazionale Fiume. Forti diritti aviti strenuamente difesi da secoli, non tolleriamo nostra rovina, nè menomazione integrità aspirazioni nazionali ». Ma tutte queste manifestazioni rimasero senza eco. Il 28 novembre la Camera italiana ratificava anch’essa il Trattato, approvandone il disegno di legge con 253 voti con-tio 14. Lo stesso giorno il Generale Caviglia trasmetteva al Comando di Fiume l’ordine di sgombrare immediatamente le isole di Arbe e di Veglia, ancora e sempre occupate dai legionari, al cui vettovagliamento provvedeva regolarmente 1’ Intendenza del Comando di Trieste ! Da questo momento s’ inizia la disperata resistenza fiumana con l’accorato e sdegnoso « Saluto italico » di Gabriele d’An-nunzio : « I morituri salutano la Patria vicina e la Patria lontana. Essi dedicano il loro sacrificio all’avvenire ». Lo stesso Generale Caviglia trasmetteva in quel giorno al Comando di Fiume la seguente comunicazione del Ministero della guerra, a modificazione e rettifica di precedenti schiarimenti intorno alla questione del Porto Baross e del Delta : « La controversa questione dell’appartenenza del Delta e di Porto Baross non è risolta dal trattato. I confini dello stato di Fiume saranno stabiliti sul terreno da una Commissione mista nominata in numero eguale dall’Italia e dal Regno dei Serbo-Croati-Sloveni. In caso di disaccordo, sarà sollecitato l’arbitrato del Presidente della Confederazione Elvetica ». Il giorno dopo faceva pervenire ancora al Comando fiumano un altro dispaccio inviatogli dal Ministro della Guerra (N. 20190-Div. S. U.) che diceva : « Nel comunicato ufficiale della Reggenza del Camaro sulla consegna ufficiale del Trattato di Rapallo è detto che V. E. abbia