194 PARTE SECONDA - CAPITOLO TERZO La fabbrica di Prodotti Tannici. — Nel 1914 occupava circa un centinaio di operai ; per mancanza di facilitazioni dei noli ferroviari e quindi per la difficoltà di procurarsi materia greggia, si è trasferita a Cividale nel Friuli. Erano queste le industrie principali dell’anteguerra, alle quali si devono aggiungere le OFFICINE DELLE FERROVIE DELLO STATO e quelle del DEPOSITO LOCOMOTIVE che occupavano complessivamente circa 900 operai ed oggi ne occupano circa 300. La guerra ha colpito e ridotto ¡la loro capacità di produzione, ma è lecito supporre che a poco a poco esse potranno risorgere, per conto dell’Italia, alla prospera attività degli anni passati. La piccola industria, detta Industria artigiana, che rappresentava nel Corpus separatum un alto valore economico e morale, ricco d’in-telligenza e d’iniziativa, aveva raggiunto a Fiume nel 1914 un grandissimo sviluppo; circa 70 piccole industrie occupavano da 5 a 15 «perai ; oltre 50 ne occupavano da 15 a 50 ; una ventina ne occupavano da 50 a 100. La guerra ne fece sparire parecchie ed il resto è vissuto in questi duri anni della resistenza fiumana in mezzo a mille difficoltà — tra cui la più grave la mancanza del credito per la condizione d'instabilità in cui si è trovata finora la città dopo aver ridotto complessivamente di due terzi il numero degli operai. Tale industria è però destinata a rifiorire completamente col ritorno di Fiume alla normalità. Un’altra industria facilitata dalla possibilità di importazione dalla Jugoslavia, attraverso la vicina Sussak, è quella del Bestiame e Derivati. Fiume possiede un Macello civico che per la grandiosità e la modernità delle sue installazioni può essere considerato uno dei più completi del mondo. È dotato di celle frigorifere per la conservazione delle carni congelate ; la capacità complessiva delle celle può accogliere il prodotto di circa 300 bovini. Il macchinario per la fabbricazione del ghiaccio artificiale produce giornalmente circa 90 quintali di blocchi da Kg. 12 1U. Nel periodi» prebellico, quando il commercio del bestiame, via Fiume, non era ancora sviluppato, la media giornaliera delle bestie macellate ascendeva a circa 23 capi bovini ; 50 capi tra vitelli, montoni agnelli e caprtetti ; 12 suini. La potenzialità del Macello per0 è di gran lunga superiore. Nella sala di mattazione per gli animali piccoli si possono macellare giornalmente anche 400 capi e in quello dei suini 360 capi-