— 126 — vennero raggruppati in due compagnie e furono utilizzati principalmente per l’equipaggiamento delle batterie cbe la marina stava approntando per servire al fronte terrestre in appoggio dell’estrema ala destra della IIP armata. Il sommergibile, da cui proveniva il siluro che aveva colpito il nostro incrociatore, aveva preso nella marina austriaca il distintivo U 26, ma non « La nave sempre accostando a dritta (ciò che fortunatamente ha impedito la perdita di gènte scostandola dall’elica emersa) completava in pochi minuti l’abbattuta sul fianco sinistro, emergendo completamente l’elica di dritta che era in moto. « In questa posizione la prora era poco più immersa che la poppa, quando gli alberi, fumaioli e ponte erano immersi. « L’affondamento completo ebbe luogo in tale assetto, con poco risucchio. « Alla scomparsa della bandiera sorse unanime il grido di «Viva il Re! Viva l’Italia!». « I comandanti delle torpediniere Calipso e Procione hanno elementi precisi circa il tempo impiegato, che non credo abbia superato i cinque minuti. « L’equipaggio in mare si è portato in modo lodevolissimo, ha sempre obbedito ai miei ordini e a quelli dei vari ufficiali. « Il 2° capo r. t. Macchi Nicolo nuotava verso la Calipso gridando che mandassero un battello a salvare me, e malgrado la mia opposizione, il battello è stato lasciato passare da tutti i naufraghi. Vi ho imbarcato allora il capitano macchinista signor Turchio Raffaele avente il braccio sinistro mozzato presso la spalla e che stava dissanguandosi. Con un nastro di berretto preso in mare ho potuto frenare l’emorragia. « Ho preso il tenente di vascello Menegali Umberto che pareva in pericolo di vita, éd il cannoniere A. Panciroli Costantino il quale però è morto nel battello. « I naufraghi con grida di « Viva il Re! » attendevano tranquilli di essère ricuperati.