— 488 — stantemente in mare, nella cattiva stagione invernale, forti scorte di esploratori e di cacciatorpediniere con la conseguenza inevitabile di una rapida usura, pur non ottenendo con ciò una piena sicurezza dei trasporti. Si prevedeva quindi che sia per questa ragione, sia per essere state distolte dal compito bellico per il quale erano state raccolte nel basso Adriatico, e dalla preparazione e dallo studio diretto a conseguire le finalità prime della guerra, le nostre unità non si sarebbero trovate nelle volute condizioni di efficienza al sopraggiungere della primavera, quando presumibilmente le operazioni belliche sarebbero entrate in una fase più attiva. Vi era ipoi un’altra ragione di preoccupazione per il comandante in capo dell’armata e per le nostre autorità navali che non è accennata nella lettera che abbiamo citato, ma che si rileva da altri documenti : la mancanza cioè a Medua fra i delegati degli alleati di un’autorità marittima, dirigente e responsabile; di modo che i delegati stessi, alcuni dei quali se dei necessari poteri fossero stati investiti avrebbero potuto regolare l’esodo diminuendone i pericoli, si trovavano impotenti ad agire. Telegrafava infatti il t. di v. Legnani da Medua l’8 gennaio: «Ammiraglio inglese (Troubridge) dichiara irrazionale imbarco truppe numerose Medua e declina ogni responsabilità. Non ha nessun ordine nè da suo governo nè da governo serbo. Generale francese Mondesir, dopo aver dichiarato ammira-