— 209 — Anche questa volta la flotta austriaca, che aveva saputo scegliere il momento opportuno per inferire il colpo, non ebbe dinanzi a sè chi la contrastasse. La nessuna efficacia del tiro dei pezzi da sbarco contro bersagli in rapido movimento e l’opportunità di non far rilevare dal nemico la posizione esatta delle uniche artiglierie atte a respingere un tentativo probabile di sbarco, aveva fatto tacere la difesa dell’ isola. Il Quarto, che coi cacciatorpediniere Animoso. Ardito, Intrepido e Irrequieto trovavasi in crociera a Nord della congiungente iBrindisi-Cattaro, fu avvertito dell’attacco circa le ore 5,30, ma questo era rondo cui ci risulta sono armati i c. t. e precisamente 100 nun.; 70 mm.; 47 mm. « Dall’esame degli effetti dei proiettili contro le trincee più robuste costruite con muri a secco e sacchi di terra si è constatato nei punti colpiti uno spostamento della trincea, indice certo che un calibro di poco superiore avrebbe demolito 1’ intero riparo. L’aumento dello spessore, unico rimedio all’ inconveniente accennato, avrebbe costituito forse un lavoro impossibile in considerazione del notevole pendio del terreno e della scarsezza del materiale necessario. « La conformazione dell’ isola, a parer mio, èra troppo svantaggiosa per un'efficace difesa non offrendo ridossi naturali di nessun genere e presentando tutta la superficie a qualunque offesa navale. In tal modo qualsiasi riparo artificiale si fosse costruito contro le intemperie sarebbe stato ad ogni combattimento destinato ad essere demolito. L’unica cisterna d’acqua da bere rimasta intatta, sebbene fosse in località abbastanza vantaggiosa, pure non era da ritenersi immune dal tiro nemico; ad ogni modo dopo la pioggia del giorno 18 causa le macerie del bombardamento l’acqua contenuta fu ridotta imbevibile ». 14. — La marina italiana, ecc., Voi. II.