— 80 — * * * Il mantenimento del blocco, il vettovagliamento del Montenegro affidato all’ Italia, la protezione del traffico consentito, la caccia ai sommergibili, il mantenimento delle comunicazioni coirAlbania, la sorveglianza delle coste nemiche e le incursioni offensive erano tutte fonti d’intensa attività, specialmente per il nostro naviglio leggero dislocato a Brindisi e a Taranto. L’avversario non aveva necessità di correre il mare costantemente, perchè non aveva più traffico nè interessi immediati da salvaguardare. Al favore della situazione geografica ed idrografica, che gli consentiva anche una navigazione di cabottaggio abbastanza sicura dietro il baluardo delle isole dalmate, associava il vantaggio di scegliere liberamente i suoi obbiettivi e di tentarne il conseguimento, quando e come meglio gli convenisse o gli apparisse meno rischioso, con la conseguenza di una buona economia e conservazione del materiale navale. A noi incombeva l’obbligo non soltanto di esercitare il dominio del mare con crociere che si susseguivano senza interruzione, ma di tenere al tempo stesso pronto a muovere al primo ordine un numero sufficiente di unità per uscire in mare e poter combattere, possibilmente in condizioni di superiorità, allorché venivano segnalate forze nemiche. Per questi compiti, che erano in antitesi con la necessità ed il dovere di conservare pronti ed in piena efficienza scafi ed apparati motori per l’attesa