— 278 — Adriatico e più precisamente lungo il litorale veneto. Il loro numero totale non superò in ogni tempo la cinquantina e per una terza parte dipendettero dal comando del dipartimento marittimo di Venezia; furono impiegati nella ricerca, ricupero ed affondamento di mine vaganti lungo le coste e in vicinanza delle piazze marittime, nella scorta di aerei, nella ¡sorveglianza della costa stessa e della pesca, nelle ricognizioni degli sbarramenti fatti dal nemico, nei servizi di collegamento, ed eventualmente nella caccia ai sommergibili 1. 1 Sebbene avvenuta in data posteriore al periodo che segna i limiti cronologici del presente volume, è opportuno riferire q>ui, come esempio, il rapporto di una ricognizione delle ostruzioni di Trieste tentata il 15 luglio 1916 col motoscafo Oleander equipaggiato da volontari motonautici (C. Imperiali di S. Angelo, capo Gruppo. Guidava l’escursione il t. di v. Rizzo). « Partito dalla boa di Grado alle ore 21,30 alle ore 23.15 calcolando di essere ad un miglio dalle dighe di Trieste, la portata visiva non oltrepassando a causa della pioggia fitta 100 metri e non potendo fare sicuro affidamento nelìu posizione del motoscafo rispetto al punlo di atterraggio (mela della diga grande), decisi di ancorare in attesa che migliorassero le condizioni di visibilità. « Alle ore 23,15, forse perchè da terra era stato udito il rumore del motoscafo, il proiettore di Barcola esplorò lo specchio d’acqua di fronte a Trieste senza però scoprirmi. « Giudico esatta la posizione d’atterraggio; appena spento il proiettore, diressi a lento moto sulle dighe senza peraltro poter scorgere nè Punta Sottile nè Trieste. Un temporaneo miglioramento delle condizioni di visibilità mi permise di scorgere vagamente S. Rocco e P. Sottile a circa 1000 metri. Poco dopo due