— 368 — Fu sparato anche contro Dulcigno, ma non si ebbero perdite di uomini. Due aeroplani austriaci volarono contemporaneamente sui luoghi bombardati ed uno di essi lanciò delle bombe contro punta Milena. Trattenutosi sul campo scelto per le operazioni dalle ore 7 alle 9, il reparto austriaco si ritirò verso Cattaro 1. Mentre ripassava davanti alla foce della Boiana s’ incontrò col cacciatorpediniere Warasdi- « .... Novara e cacciatorpediniere si avanzarono sotto la costa a grande velocità, cosicché stante luce incerta dell’alba fu avvistato soltanto quando molto vicino e personale in casa potè sfuggire appena in tempo. Tiro fu diretto solo contro nostra casa, nostro magazzino, porto e stazione radio. Abitazione, ufficio e magazzino Montenegro e Albanesi furono rispettati. Porto è ingombro piroscafi e trabaccoli affondati: casa è mezzo distrutta e rimanente mezzo andata in rovina. Magazzino inservibile e molti generi perduti: radio incolume. Novara e c. t. navigano in linea di fila fra Punta Fanale e foce Drin, passando circa 600 m. Avranno tirato almeno 600 oolpi. Data distanza e ninnerò colpi di cannone bisogna dire hanno tirato male ». 1 Secondo il Sokol (v. op. cit. voi. II) « dopo che le siluranti, ad eccezione del Warasdiner si furono riunite al Novara e 1’idro-volante austro-ungarico L 58 inviato in ricognizione sopra Durazzo ebbe riferito che in quel porto non vi erano nè navi mercantili nè incrociatori del nemico, 1’ i. r. incrociatore fece rotta per rientrare al porto di partenza ». Lo stesso autore dice che « nel combattimento con le batterie terrestri il Novara aveva ricevuto un colpo nella murata del castello che distrusse alcuni camerini e la farmacia, uccise un sottufficiale e feri un fuochista ». È noto come in quella data non vi fosse a Medua nessuna batteria: devono perciò essere stati colpi di cannone del piroscafo che affondava o di cannoni montenegrini da campo messi in batteria con fronte a mare.