— 48 — « Schiarito il cielo di prua — continua il rapporto del comandante del Turbine — vidi che correvo sul Gargano a metà quasi del promontorio, sicché mi si manifestò la necessità di governare con un angolo di traguardo sull’ Helgoland più ristretto, angolo che per di più conveniva anche per potere, dirò così, pilotare V Helgoland in un punto tale della linea dei nostri esploratori, il più prossimo possibile al gruppo centrale, mentre tenevo presente la necessità di allontanarlo da Pelagosa, contro la quale sapevo essere andata la Libia ed uno degli incrociatori ausiliari, navi che data la loro velocità non avrebbero potuto impegnare VHelgoland. Per quanto sopra, feci spingere le macchine alla massima potenza con tutte e tre le caldaie in azione e cercai di mantenere la rotta più a levante che mi era possibile senza avvicinarmi a meno di 7000 inetri dall’ Helgoland. Tentavo sempre di mettermi in comunicazione r. t. con qualcuna delle nostre unità sperando di poter far concentrare forze abbondanti, tali da poter avere completa ragione dell’ Helgoland. « Circa le ore 5,30 poco a pruavia del mio traverso a sinistra, in vicinanza del Gargano scorsi due fumi, e ben presto due scafi che muovevano ad alta velocità verso di me. Per quanto non fosse possibile in modo alcuno individuare i nuovi arrivati, pure li sospettai avversari e compresi la manovra precedentemente fatta dall’ Helgoland e la necessità in cui mi trovavo di dover accettare com-