— 575 — cendo in frantumi un’epigrafe funeraria. Nella stessa cappella del Sacramento sono stati arrecati danni ad un monumento sepolcrale, distruggendo pure due tele, tuia del Bellini, l’altra del Magotta di valore mediocre. Il 6° colpo ha abbattuto parte del muro superiore della navata centrale nel braccio destro. L’estensione del tetto smantellato supera i 26 metri quadrati. In più parti la copertura metallica delle cupole è perforata. La torre campanaria del Duomo fu colpita da un 7° proiettile ad Est senza restarne alterate le condizioni statiche; d) alla caserma Stamura : fu colpito e smantellato il fabbricato adibito per prigione militare. Fu colpito e rovinò in parte il fabbricato adibito ad alloggiamento di truppa. Fu fortemente danneggiato il muro di cinta. Vi fu rottura di tutti i vetri con lesioni ai muri in diversi punti. Si notano una cinquantina di fori da 20 a 40 centimetri. Vi furono 11 morti e parecchi feriti fra i soldati. Il semaforo benché colpito da quattro scheggie restò illeso. L’albero fu perforato in tre punti ma resistette; e) all’intendenza di Finanza : cadde una bomba incendiaria sul tetto che perforò, penetrando nel soffitto, dove determinò un incendio alla travatura, subito spento ; f) nello stabile di via Scalone Nappi n. 6 di proprietà del conte Nappi fu scoperchiato parte del tetto; g) in via Cavorchie n. 33 A, nello stabile di proprietà Pincini Cesare, tenuto in affitto dall’ inquilino Manfrè, crollò il 1° e 2° piano, mandando in rovina tutto il mobilio che arredava gli appartamenti; h) in via Cavorchie n. 33 B, stabile con giardino di proprietà eredi Gaggiotti, crollò il muro di cinta del