— 489 — glio inglese che Francia iprovvederà trasporto esercito, non ha provocato alcuna disposizione. Nessuna antorità nè francese, nè inglese, nè serba sa cosa fare. Tutti cercano disinteressarsi questione. Stando così le cose solo su Italia grava onere trasporti». Lo stesso ammiraglio Troubridge, che fu tra i pochi ad apprezzare pienamente l’opera della marina italiana in quelle contingenze, telegrafava da Medua per il tramite del comando italiano, all’ammiraglio inglese suo collega a Taranto: «88.000 Serbi hanno avuto ordine d’imbarcare a Medua e 45.000 a Durazzo. Imbarco è affidato ai Serbi stessi. I mezzi a Medua sono nulli, il porto inadattabile. Questo importante imbarco in prossimità del nemico, sarà solo effettuabile se protezione da mare e contro aeroplani sarà fatta in larga scala. I Francesi non sembra abbiano considerato la gravità della cosa ». Infine l’addetto navale italiano in Montenegro telegrafava colla stessa data al comando in capo della 2a squadra : « Pasic mi disse ieri avere appreso dal generale Mondesir dell’imbarco dei Serbi a Medua per Valona e Durazzo. Dovranno imbarcare 80.000 uomini su piccoli piroscafi fino a Valona. Secondo generale, flotta italiana avrebbe impegno trasporto. Pasic giudica molto difficile, lungo e pericoloso. Domandava mio parere. Conversazione aveva andamento privato, tuttavia prego V. E. comunicarmi se e quali impegni abbiamo preso anche perchè apprezzamenti del nostro operato flotta sono troppo spesso ingiusti ed amari».