— 35 — incitamento di persone molto in relazione con 1’ L R. console austriaco, le quali misero sotto cattiva luce la presenza di un bastimento italiano in queste acque e convinsero le autorità portuarie che erano in diritto di approfondire i motivi di tale presenza con il visitare minutamente la nave ». * * * Nel mese di marzo si acuiva lo sforzo degli eserciti serbo-montenegrini per far cadere Scutari che resisteva con tenace valore. Ma la sorte di Scutari, non ancora decisa dalle armi, era invece già stata decretata da parte dei governi delle due Triplici, che, superata faticosamente in novembre la prima crisi risoltasi con il riconoscimento della indipendenza albanese, si erano messi infine d’accordo anche sulle più difficili questioni della definizione dei confini del nuovo stato. L’accordo fu dapprima per naufragare, perchè la Francia appoggiava le mire greche su Valona, e la Russia era favorevole alla cessione di Scutari e Giacova alla Serbia e al Montenegro. Ma uno scambio di lettere tra gli Imperatori di Russia e d’Au-stria-Ungheria riuscì a conciliare le aspirazioni delle due nazioni, che rappresentavano l’esponente delle tendenze in contrasto nei due grandi raggruppamenti politici europei.