— 367 — nero imbarcati sulla R. N. Elba approntata come nave porta-aerei, nave che in seguito nel corso della guerra fu sostituita da altra unità appositamente allestita e meglio attrezzata a tale scopo. * * * Mentre la marina da guerra viveva le giornate intense della sua vigilia d’armi sul mare, nell’oscuro mezzanino dell’antico convento di S. Agostino, r ufficio III dello stato maggiore seguiva con occhio vigile il traffico marittimo e la marina mercantile nazionale, preparando con una segretezza che fu mantenuta perfetta le complesse disposizioni necessarie alla salvaguardia ed all’ impiego di questa in caso di apertura delle ostilità. Occorreva essere pronti ad emanare un complesso di ordini e disposizioni che dovevano essere attuati in modo da non lasciar trapelare quali fossero i nostri intendimenti politici nei riguardi dell’Austria ma era nello stesso tempo necessario che pur non danneggiando il traffico, all’apertura delle ostilità in qualunque epoca essa fosse avvenuta il naviglio nazionale non si trovasse a sostare in porti di nazione nemica. Infatti, la marina mercantile italiana, sia per ragioni di opportunità politica, sia per convenienza commerciale, aveva continuato a svolgere un notevole traffico in Adriatico tra i porti nazionali e quelli austriaci; numeroso naviglio mercantile au-