— 39 — concorrere all’azione della squadra internazionale con le navi Saint Bon e Francesco Ferruccio, giacché, mentre si svolgeva contro il Montenegro razione militare delle potenze, l’Austria e l’Italia, di comune accordo, organizzavano una spedizione sanitaria di soccorso per la popolazione civile di Scu-tari, che durante l’assedio avrebbe da un momento all’altro dovuto essere evacuata per non essere di peso ai difensori turchi. Naturalmente l’opera sanitaria delle Croci Rosse italiana ed austriaca era appoggiata e sostenuta dai rispettivi governi, che intendevano fare in tale modo anche opera politica. La spedizione di soccorso si riunì a Cattaro e risultò composta di navi ausiliarie austriache e italiane. L’Italia contribuì con il piroscafo Cariddi, sostituito in un secondo tempo dal piroscafo Pen-ceta, e in seguito dal Città di Messina che giunse a Cattaro il 14 aprile. Sul Città di Messina, come comandante militare era imbarcato il tenente di vascello Rota e come capo della missione sanitaria il colonnello medico della R. Marina Rosati. Contemporaneamente due piroscafi fluviali Ma-falda e Jolanda, agli ordini del tenente di vascello Michelagnoli, con provvista di viveri e medicinali, venivano inviati a S. Giovanni di Medua, pronti per risalire la iBoiana fino a Scutari. Ma prima che la spedizione di soccorso partisse da Cattaro, avvenne la caduta della città assediata, e pertanto la spedizione rimase a disposi-