— 409 — coercitivi, come quello dell’ immediato arruolamento e incorporamento di marinai di una nave mercantile a bordo di una nave da guerra ». Documento n. 22. (Ammiraglio Patris) - (13 novembre). « Le direttive comunicatemi dal Ministero degli Esteri stabilivano che « quando se ne mostrasse l’opportunità e fosse escluso il pericolo dei gheghi mussulmani, le regie navi sbarcherebbero i contingenti all’uopo imbarcati per occupare i punti strategici e città di Valona. « L’ improvvisa venuta dei gheghi inviati da Durazzo nella notte dal 2 al 3 corrente, giunti con piroscafo italiano e sotto la tutela della Delegazione italiana, aveva rimandato, a mio modo di vedere, a tempo lontano il nostro sbarco. Ma la poco simpatica condotta dei gheghi, nonché le pressioni venute da fuori, fecero sì che la presenza di questi incomodi ospiti si riducesse a pochissimi giorni e così 1’ impressione dei soprusi da essi commessi si dileguò presto come la loro presenza. « Sembrami che nessuna occasione migliore potesse favorire il nostro progetto che l’esodo dei gheghi anzi-detti, ed io confesso che attendevo di minuto in minuto l’ordine di sbarcare. « Contribuivano a formarmi questa opinione i sentimenti che sapevo esistere in gran parte della popolazione; il desiderio dei più di averci, e la fiacca ed imbelle opposizione che i pochi che ci osteggiavano avrebbero potuto opporre. « Senonchè gli ordini successivamente avuti dimostrando la nessuna probabilità di occupare Valona, profittando del desiderio espresso dal ministro Aliotti, di conferire meco, ieri 12 mi recai col Dardo a Durazzo,