FATTI, PERSONE, IDEE 263 Trieste industriale Il 14 maggio è apparso sui giornali il seguente comunicato dell’Agenzia Stefani: II Duce ha ricevuto il conte Volpi di Misurata, accompagnato dal professore Balella, presidente e direttore della Confederazione fascista degli Industriali, dal capitano Augusto Co-sulich e dal consigliere nazionale Bruno Coceani, presidente e vice-presidente dell’Unione industriale di Trieste, i quali gli hanno presentato la prima copia della pubblicazione „Trieste industriale”. La pubblicazione è stata compilata a ricordo della fausta visita del Duce nel settembre scorso a Trieste e a testimonianza della perenne gratitudine di tutte le industrie triestine per l’evento consacrato alla storia e l’incitamento che ne squilla nell’avvenire. L’albo è un ricco documentario, non solo delle industrie visitate dal Duce ma di tutta l’attrezzatura industriale di Trieste, dal quale risulta evidente il poderoso balzo innanzi compiuto da Trieste e quale importanza abbia nell’economia della provincia il complesso industriale che controlla 990 aziende e 4S.000 dipendenti appartenenti a trentadue categorie diverse. Nel campo dell’assistenza a favore degli operai e delle loro famiglie figurano riprodotti i giganteschi refettori inaugurati dal Duce a Trieste e a Monfalcone e il progetto dell’erigendo villaggio operaio dell’„Aquila” cui il Duce impose il nome di Aquilinia. Intercalato, tra gruppi di fotografie, è riprodotto lo storico discorso del 18 settembre nel quale risuona la fede di Trieste nel Potenziamento del suo emporio. il consigliere nazionale Coceani ha, inoltre, presentato al Duce la raccolta dell’anno XVI della Rivista men-s,le di studi sulla guerra e problemi giuliani e dalmati „La porta orien-tale” edita a Trieste. Il Duce ha gradito l’omaggio ed ha esaminato taluni problemi concernenti un ulteriore sviluppo della zona industriale triestina. Nella veste e nello stile, pubblicazione schiettamente fascista, questa opera dell’Unione Provinciale di Trieste della Confederazione Fascista degli Industriali. ■ Ha l’aspetto quasi di un film, nel rapido susseguirsi delle fotografìe accompagnate da brevi ed efficaci didascalie. L’aspetto e l’efficenza industriale di Trieste risaltano da questo libro in modo chiaro e preciso, cosi da dare l’esatta impressione di quanto cammino abbia fatto — nell’ultimo ventennio — la nostra città nel campo industriale. Una vera trasformazione economica di quella ch’era la città tipica dei traffici. Una solare smentita — sostanziata da cifre — a coloro che, oltre frontiera, farneticano di decadenza economica di Trieste. Ma vediamo le cifre che valgono più dei chilometri di scempiaggini scritte da certi inviati speciali che vengono in Italia a vedere la fata morgana. I Cantieri riuniti dell’Adriatico hanno costruito, dalla redenzione agli albori dell’anno XVII, navi mercantili per 1.077.025 tonnellate di stazza lorda; navi da guerra per un totale di 246.950 tonnellate di dislocamento; per le marine estere sono state costruite navi per 311.345 tonnellate e per le marine da guerra estere navi per 16.800 tonnellate. In totale i nostri Cantieri hanno costruito 179 navi mercantili e 10 i navi da guerra. La Fabbrica macchine di S. Andrea ha costruito 172 macchine per un totale di 2.047.370 cavalli di forza. Diamo ora un’occhiata anche alla attività di alcune altre industrie.