GABRIELE D’ANNUNZIO E GLI IRREDENTI 303 crede ella sempre alla grande promessa? Credi tu sempre? L’alta speranza non è scossa ne l’anima fedele, da che chiusa è la fossa ov’è disceso senza spada il TUO Ammiraglio? Trista che l’invocavi su l’acque a la riscossa, per la tua bocca è pronto un più duro bavaglio. Folle che l’aspettavi, le mani violente anche una volta impani nel vivo de la chioma ribelle t’entreranno; e ti terranno doma. Su la tomba remota, sotto il cielo di Roma, marcirà come strame la tua corona aulente. Lungi, tu guarderai silenziosamente. Ogni speranza è, allora, perduta? Vedremo come d’Annunzio risponderà più tardi a quest’ansia del suo patriottismo, a questo grande interrogativo della vita italiana. II. Fra il 1892 e il 1900 la letteratura irredentistica di Gabriele d’Annunzio ha una sosta, come una sosta ha la sua attività di poeta. E’ il laborioso periodo dei romanzi, che s’apre con l'innocente e si chiude col Fuoco, il periodo delle prime opere drammatiche, che si apre col Mattino di Primavera e si chiude con La Gloria. Per la formazione politica dello scrittore questo periodo è del resto molto interessante. Anche prescindendo dalla breve parentesi parlamentare, col suo famoso salto di quinta, avvertiamo subito come il d’Annunzio sia in questi anni alla ricerca della sua verità politica, faticosamente espressa in forma letteraria, l’unica, in fondo, che gli era in quel momento concessa. Le Vergini delle Rocce e la Gloria testimoniano questo sforzo. Sensibilizzati, anche se deformati dalla fantasia, affiorano in questa sua singolare costruzione politica, accanto a spurii motivi di derivazione straniera, alcuni elementi essenziali del nuovo ciclo storico che si ricollegano a lontane, ma ben vive tradizioni dello spirito italiano. Ebbero torto i contemporanei a non riconoscerne il valore, ch’era se non altro di sintomo. Fra questi elementi l’irredentismo trova logicamente il suo posto. Come problema locale, esso si connetteva direttamente al Risorgimento, ma come fatto nazionale rappresentava la vivente in-