Festività e solennità allo scorcio dell’impero Napoleonico 447 Ma, in fondo in fondo, sentiamo che il più forte è il Russo. Abbiamo voluto riportare questo dialogo per farci un’idea di quello che era il carattere del Murat, a cui Napoleone aveva affidato il resto dell’esercito dopo la ritirata dalla Russia. Per fortuna il Murat non aveva da muovere l’esercito. Altrimenti chissà che figura avrebbe fatto! Senonchè, mentre Napoleone faceva nuove leve, perchè con queste si colmassero i vuoti aperti nell’esercito francese dalla disastrosa campagna in Russia, grosse nuvole si addensavano sopra il suo capo. E, anche prescindendo dal fatto che egli poteva opporre fresche legioni, formate soltanto di giovani non ancora addestrati nelle armi, a un nemico, reso baldanzoso dalle recenti vittorie, una nuova poderosa coalizione lo minacciava. Infatti, fin dal 13 dicembre 1812, il generale prussiano York aveva stretto un accordo col generale russo Diebich. E il re stesso, recatosi a Breslavia aveva fatto i primi passi per un’alleanza con la Russia, alleanza che poi fu stretta, per opera di Stein, nel febbraio 1813. Napoleone, intanto, per cattivarsi la simpatia di tutti i cattolici aveva concluso un Concordato colla Santa Sede già il 25 gennaio dello stesso anno. Come vedremo, da ora innanzi il Governo francese si mostrerà del tutto ligio alle solennità della Chiesa cattolica. Naturale: questione di politica! A Trieste, come in generale nel resto delle Provincie Illiriche, non si ignorò il testo del Concordato, perchè «L’Osservatore Triestino» lo riportava, in italiano e in francese, a puntate, nei suoi primi numeri di quell’anno. Inoltre, a dar maggiore importanza all’accordo, il Governo ordinò che, con grande solennità, si celebrasse una Messa nella Chiesa parrocchiale di Città vecchia, come pure nella Cattedrale e nelle altre chiese della città e del territorio, facendo voti all’On-nipossente per invocarne le benedizioni sopra l’imperatore e il Santo Padre. Ma Napoleone, fatte le nuove leve, aveva bisogno di generali. E, poiché egli conosceva perfettamente i suoi ufficiali e sapeva su quali potesse contare di più, faceva ritirare, come aveva ritirato il Marmont, anche il Conte Bertrand dal Governo delle Provincie Illiriche. In occasione, dunque, della partenza del Conte Bertrand e di sua moglie, Trieste cercò di dimostrare il suo attaccamento al Governatore Generale, organizzando, il 28 Febbraio, una festa da ballo nella sala del Teatro Nuovo. A questo scopo la sala fu decorata