Festività e solennità allo scorcio dell’impero Napoleonico 457 de’ Monarchi, non era se non da Dio, e coloro che non ubbidivano alle sue leggi concorrevano alla propria dannazione. Che s’ella è così, Vi risovenga, o Sig.ri, dell’intimo, e religioso ribrezzo, con cui miraste non a gran tempo dalla finitima commerciante Città di Trieste i militari Navigli Russi, che metteano a disprezzo le cose più venerabili della nostra cattolica Religione; e vi ricorda l’indignazione che vi sorprese in udendo, che la mia meschina persona, portante la divina parola nel Castello di Gradisca era quasi rimasta preda de’ nemici nei loro corseggiameli! Ma e non sarebbe per fare altrettanto, e forse anche peggio sulle nostre non meno, che sulle altre Contrade dell’impero i nemici del Continente ' Eppure qual lieta novella sono io in dovere di recarvi questa mattina? Il nostro Eroe Napoleone primo col suo segnalato valore le protegge, e difende dagl’insulti de’ comuni nemici. E perchè adunque a misura del bisogno non accorrete ancor voi a moltiplica ri i soccorsi, e quando i nemici della nostra religione accrescono le forze, perchè non accrescete ancor voi le preghiere, e le preci al Dio degli Eserciti? Ma benché sia generale a tutti la difesa dello Stato, a chi maggiormente conviene il giusto carico, e premuroso, quanto agli Ecclesiastici, a’ Parrochi, a’ Sacerdoti i quali hanno preciso diritto, e stretto impegno di adoperarsi a prò della fede, servire alPimmunità degli Altari, e vegliare alla difesa, e custodia de’ Sacramenti, e pregare incessantemente per l’incolume prosperità, e conservazione dell’Eroe del secol nostro, del Giudice in Tribunale, del Guerriero all’Esercito, del Politico in Gabbinetto, del Sovrano in sul Trono, dell’immortale Napoleone primo, che unito co’ sacri nuziali nodi colla gran Principessa reale Maria Luigia di Austria, ora Imperatrice Regina, e Reggente di Francia, la quale donò a Roma un Re simile all’ìnclito Genitore, che unirà a meraviglia in se stesso i pacifici, e militari talenti del gran Genitore, il quale ha dato a conoscere al Mondo tutto l’incomparabile sua virtù, così a comandare in terra agli eserciti, come a decidere in Gabinetto di politici affari, e quanto da farsi temere in campo da’ suoi nemici, altrettanto da farsi amare in Trono dai suoi Vassalli. Ora che non hai tu da sperare, o fedelissima Muggia, e quanto a me propizia, e favorevole, se non altro almeno in questa mia nevosa canizie, in cui mi creasti in tuo pastore, e parroco, che non hai tu da sperare, io dico, dal tuo dominante Pianetta, allorché dissipata ogni nube di battaglie, di assedi, di guerra, si troverà in possesso di spargere su questo fortunatissimo Impero i luminosi suoi raggi, le sue benigne influenze? Se la provida, e vasta mente