206 ROMANO DRIOLI di. Si aggiunga che in quei giorni, in coda all’esercito serbo, venivano i prigionieri austriaci: 635 ufficiali e 21.363 uomini di truppa. Un episodio poco conosciuto, ma certamente tra i più drammatici della guerra si svolgeva nei primi giorni del 1916: il trasporto di quest’esercito della fame — così veniva identificato l’attruppamento dei prigionieri austriaci — all’isola Asinara. Il colera mieteva vittime senza pietà tra quegli esseri sparuti e cenciosi, disumani ormai nell’aspetto e nella psiche. Essi si disputavano ferocemente i bocconi del cibo, fosse magari la carne marcita o il pane strappato dalla bocca del morto di colera. LE DIVISIONI 43.a E 44.a TRASFERITE SULLA FRONTE DEL TRENTINO Troppo affrettata è stata la difesa di Durazzo, che fu attaccata il 23 febbraio 1916 da forze austriache obbligando le nostre truppe a ripiegare. Nei giorni successivi si rese necessario lo sgombero da Durazzo da parte nostra, in vista della continua penetrazione delle armate austro-bulgare. Distrutte le cose militari e i magazzini viveri, le nostre truppe, protette dalla brillante resistenza della Brigata Savona, s’imbarcarono sulle navi che le trasportarono a Va-lona e quivi tutte le forze si sistemarono costituendo il XVI Corpo d’Armata (tre divisioni, la 38.a, la 43.a e la 44.a) al comando del generale Piacentini, che lo assunse il 7 marzo. Questo R. Corpo Speciale però passava alla diretta dipendenza del Comando Supremo, il quale se ne servì a tempo opportuno, quando cioè si trattò di fermare l’avanzata di Conrad sui Sette Comuni, e le truppe reduci d’Albania trasportate alla fronte del Trentino scrissero pagine di gloria nella difesa del Pasubio e contribuirono a render inefficace la «Straf-Expedition». In Albania era rimasta soltanto la 38.a Divisione, che alla fine di agosto iniziò, coadiuvata da nuovi rinforzi, la penetrazione occupando in tre mesi Tepelani, Santiquaranta e Argirocastro. PARZIALE OCCUPAZIONE AUSTRIACA DELL’ALBANIA Gli austriaci, che presidiata Durazzo, avevano occupate le principali località dell’interno, fecero balenare alla popolazione albanese la speranza dell’indipendenza, lasciando sventolare ovunque la bandiera skipetara; ma essi frattanto installavano ovunque una amministrazione militare. Divisa in un gran numero di distretti, tutta l’Albania centrale con Scutari capitale, fu organizzata come una colonia. Da parechio tempo l’Austria si era bene preparata a questa opera, iniziando l’esplorazione del paese. La sicurezza fu immedia-