316 GIUSEPPE STEFANI il sig. Burgstaller-Bidischini presentavano all’i. r. direzione di polizia una domanda, con la quale chiedevano che «il poeta Gabriele d’Annunzio potesse tenere la sera di sabato 17 del corrente mese di maggio una conferenza letteraria con recitazione di alcune sue poesie inedite». La domanda, non sappiamo se più ingenua che coraggiosa, dati i precedenti politico-letterari del poeta, fu sottoposta al parere del Luogotenente imperiale, che era allora il conte Goés, non osando la polizia prendere da sola una decisione in proposito. Fra gli atti esistenti al R. Archivio di Stato che riguardano la questione ho trovato una nota autografa a matita del conte Goés che, volta dal tedesco in italiano, dice esattamente così: «Il conferenziere dovrebbe almeno verbalmente od in iscritto far conoscere i temi principali della conferenza e dichiarare che essa non conterrà nulla di ostile o di poco amichevole contro l’Austria ed in specie contro l’appartenenza alla monarchia delle provincie con popolazione italiana». Più realista del re, la direzione di polizia rispondeva il 14 maggio al Comitato, addirittura invitandolo «a rassegnare tosto a questo Ufficio per la prescritta revisione il testo della conferenza, nonché le poesie che verranno recitate». Gabriele d’Annunzio naturalmente non si piegò all’imposizione e la conferenza non fu potuta tenere. Nel citato carteggio del R. Archivio di Stato c’è una breve nota riassuntiva della Direzione di Polizia, che ritengo opportuno tradurre, perchè offre un’idea del giudizio, del resto molto incompleto, che l’Austria s’era fatta in quegli anni sull’attività letteraria e politica del grande scrittore: «Avuto riguardo ai sentimenti irredentistici espressi da Gabriele «d’Annunzio nella sua ode «Nel primo centenario della nascita di «Vittore Hugo — MDCCCII — MCMII — Ode di Gabriele d’Annun-«zio», in seguito ai quali fu sequestrato anche il n. 58 del giornale «pubblicato in Roma «Il Travaso delle Idee» del 27 febbraio 1902 «(par. 65 a del Cod. pen.) ; considerato inoltre l’ambiguo contegno «mantenuto da Gabriele d’Annunzio in Trieste e durante il suo viag-«gio neH’Istria (vedi le annesse copie del «Piccolo» n. 7425, 7428, «7430, 7431 e dell’«Indipendente» n. 8636), d’accordo con S. E. l’i. «r. Luogotenente, l’autorizzazione per la conferenza venne fatta di-«pendere dalle seguenti condizioni: (e qui il documento riporta la nota, già da noi riferita, del conte Goés). D’Annunzio non ha voluto «fare questa dichiarazione e la conferenza non ebbe luogo. «Vengono annessi come allegati, per l’eventuale uso, un esem-«plare della citata ode per Vittore Hugo e la Canzone di Garibaldi,