CARLO BANELLI NELLA RIEVOCAZIONE DEL SENATORE GIORGIO PITACCO La sera del 26 luglio 1939-XV1I, primo anniversario della morte di Carlo Ranelli, nella sala del Littorio a Trieste — davanti a tutte le Autorità e a lina folla di vecchi patriolti e di volontari di guerra — S. E. il senatore Pitocco pronunciò il discorso che, per cortese sua concessione, integralmente qui pubblichiamo. Il Battaglione Guglielmo Oberdan della Legione Volontari d’Italia che raccoglie ed affratella tutti i volontari Giuliani e Dalmati, ai quali rivolgo l’affettuoso cameratesco saluto, mi affidò l’incarico di commemorare nel primo anniversario della morte CARLO BANELLI. Nessun incarico più sentito per chi lo diede, nessun assunto più onorifico per chi Io ebbe. Perchè, se Carlo Banelli è stato per i nostri volontari, prima, durante e dopo le cruente e vittoriose battaglie della Grande Guerra uno dei più amorevoli coadiutori, che ne favorì le diserzioni, ne facilitò gli arruolamenti, prestò assistenza premurosa ai feriti e malati, ricuperò, ricompose, riportò in patria le salme gloriose, sì da meritare l’epiteto di papà Banelli attestazione questa di indelebile gratitudine, egli fu per noi, i non molti superstiti di tante vicende di una lotta quotidiana esasperante, ma purissima sempre, >l Camerata bonario nella semplicità dell’animo generoso, l’amico provato della più fervida passione nazionale, il fido compagno di tante ardimentose congiure. Perchè Carlo Banelli fu uno dei patriotti più ferventi della Trieste che scompare ed una delle figure più popolari della città i innovellatasi nella liberazione. Trieste che nel tricolore sabaudo e nel fascio littorio rasserenò * colori l’animo e il volto, non più tesi nello sforzo di una continua e tenace difesa, Trieste che nelle antiche case e nei vicoli tortuosi e a vecchia città, dove più pulsava l’anima del nostro popolo, vi-