110 LEONE VERONESE bitra suprema nell’ordine sociale: offende la giustizia. Contro di essa ogni obiezione è sofisma. Non poteva quindi sorgere dissenso sull’indiscutibilità del diritto di cittadinanza che compete all’emigrazione: affermato come e dalla legge comune non avrebbe d’uopo d’altre garanzie, se gli emigrati non fossero purtroppo soggetti ad un regime eccezionale mantenuto per il funesto legato della consuetudine. Crediamo inutile di concludere ricordando i titoli della emigrazione alla pubblica gratitudine, perchè ha una storia che si collega a quella delle glorie, delle battaglie e dei lutti nazionali. Successivamente, e precisamente nella tornata del primo giugno di quell’anno, Benedetto Cairoli difendendo nella discussione il suo progetto di legge in favore degli emigrati, prorompeva in queste nobili parole: Sentimento tenace, prepotente, che non può essere nè dalle minaccie, nè dalle lusinghe, che mette un Governo di conquista nella dura necessità di reprimere sempre. Quindi non bastano i processi, nè giovano le amnistie; compromessi politici ve ne saranno sempre; la fiamma non si spe-gne, si alimenta cosi nelle torture del carcere, come nelle umiliazioni dell’esilio. Dipende da noi che queste cessino, poiché il Governo non vuole o forse non può, stretto da speciali riguardi e dalle consuetudini avverse purtroppo agli emigrati. E continuava così: „Noi non domandiamo un dono, ma una restituzione". E veramente è decretato dagli stessi plebisciti che hanno proclamato la Patria. Se si colpisce il diritto individuale, si mette quasi in dubbio il diritto collettivo della Nazione. Anzi una apposita legge quasi dovrebbe essere superflua, quando abbiamo quella fondamentale che, non facendo distinzione di confini tra le diverse provincie, non fa supporre tra i diritti dei diversi cittadini. Ma, purtroppo siccome vi è in fatto la violazione del diritto, è necessaria una legge per vendicarla. Ed il Cairoli così concludeva questa splendida esposizione di sillogismi : Queste vessazioni, che oggi sono anche un anacronismo, non furono mai tollerate dalla rappresentanza nazionale di quel piccolo Piemonte, che fu il modesto, ma sicuro asilo del-