236 GIOVANNI QUARANTOTTI Il Presidente provinciale della Corniola ha dato notizia a V. E., informandone contemporaneamente anche me, delle agitazioni che hanno luogo a Lubiana in occasione dei processi per alto tradimento che vi si devono tenere contro Benatto (sic) Felice e Compagno e contro Meneghini Pietro e Compagni. Io mi onoro di chiedere a V. E. di comunicarmi cortesissimamente a quali misure abbia creduto di dover fare ricorso in questa circostanza. Ora, non è chi non vegga come dalle parole dell’Auersperg chiaramente trapeli il desiderio ch’egli aveva (e ch’era, dal suo punto di vista, assai comprensibile) di un intervento personale del Ministro della Giustizia, che valesse ad assicurare un esito favorevole all’Austria — sempre più insofferente dell’agitazione irredentista — di entrambi i processi. La risposta data dal Glaser al principe Auersperg non fu sicuramente tale da appagare del tutto questo: N. 12129. In riscontro alla pregiata nota dell'I. R. Ministero dell’interno dd. 25 corr., n. 30bl, mi onoro di comunicare a Vostra Serenità quanto segue. La Procura di Stato in Trieste ha elevato contro i sudditi italiani Meneghini Pietro, Rezzini Pietro e Binder Francesco, „marqueurs” nel „Caffè al Corso” di Trieste, accusa per delitto di alto tradimento compiuto mediante diffusione di proclami rivoluzionari, ed altra accusa ha elevato contro gli studenti universitari istriani Quarantaotto (sic) Luigi e Benati (sic) Felice per un uguale delitto compiuto mediante diffusione di appelli rivoluzionari. Passati in giudicato gli atti d’accusa, la Procura di Stato ha proposto che i dibattimenti di entrambi i processi penali fossero delegati alla Corte d’assise di Lubiana o di Graz, giacche la profonda agitazione che si verifica a Trieste e in Istria per il violento distacco di questi territori dal complesso statale austriaco fa temere ch’essa possa esercitare una influenza sui giurati e toglier loro la necessaria indipendenza al momento di pronunziare il verdetto. Un dibattimento che fosse fatto nell’ambito territoriale del Tribunale d’appello di Trieste potrebbe anche offrire