458 ORESTE CUPPO dell’indefesso Regnante in mezzo al tumulto stesso, ed’alto strepito dell’armi, non trascura le cure pacifiche della giustizia, del corner-zio, delle arti, degli studj, che non farà, quando potrà del tutto applicarsi all’interna polizia de’ suoi Stati? Oh, sì, che allora sarà nostra la di lui pace — in pace illius erit pax vobis. Fine. Giacche fu lo stesso Canonico Buran quello che trascrisse in bello la copia che dovette essere inviata al Calafati, notiamo subito la non eccessiva abbondanza di errori di ortografia. E’ questo un segno evidente che il Buran aveva nozioni più vaste che non gli altri sacerdoti di allora, i cui scritti, benché fossero firmati dal loro nome con l’aggiunta di «professore» — magari di lingua italiana — erano zeppi di errori. Ma anche di errori inverosimili, come ho potuto constatare nelle mie lunghe ricerche tra gli atti autografi originali. Nel discorso si osserva che il Buran (1) svolge concetti sani, benché li condisca alle volte con parole di senso improprio o esagerato. Il Canonico non tocca la politica. Parla invece di avvenimenti e di popoli solo in riguardo e in rapporto alla sua fede. Ed è soprattutto in favore di questa che perora la causa del suo Sovrano. Magari non del tutto apertamente. Un punto però ci fa sospettare che il Buran credesse nell’Astrologia e precisamente quando invoca i raggi benigni del «Pianeta dominante» su Muggia la fedelissima. Già: pensava che c’è un pianeta anche per Muggia! Qui, a Muggia, c’era un Canonico che aveva tenuto un discorso per esaltare Napoleone e, nello stesso tempo, per invocare le benedizioni del Dio degli Eserciti sopra di lui. In altro Comune sarà stato fatto qualche altro discorso propiziatore. In somma non c’era un modo unico per pregare in favore di Napoleone. Ecco ciò che mancava. Ma a una preghiera unica provvide il Barone Calafati, che ne spedì copia a tutti i «maires» della Provincia, facendola precedere da questa circolare. (1) Il discorso del canonico Buran di Muggia è per noi interessante, dal lato storico, in quanto ci mostra coijje si comportava il clero dell’Istria difronte allo straniero invasore, che in questo caso era il francese. Evidentemente, il canonico Buran, sotto l’Austria, avrebbe fatto l’austriacante. Con preti di questo stampo, l’Istria sarebbe ancora oggi sotto la dominazione austriaca. (Nota della Redazione).