402 BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO trova questo verso, riferito all’andatura ed alle movenze di una donna: Elle se dévoloppe avec indiff érence. E' un verso sul quale s’è fermata molte volte la mia attenzione, sia per la sua meravigliosa bellezza, sia per la difficoltà di rendere in italiano quel „développe”. Ma non avrei mai pensato di trovarlo tradotto così: ella si disviluppa con grande indif- [ferenza. Ci vuol troppa „indifferenza” per tradurre quel „développe” con un „disviluppai” Son mende, queste, che probabilmente il Sofìanopulo stesso, colla sua pazienza, rivedrà e correggerà, ma che non sminuiscono il valore dell’opera, la quale, come abbiamo già detto, se non è riuscita in tutto e per tutto, costituisce tuttavia un contributo al- lo studio ed alla traduzione del Baudelaire, che va altamente lodato. Giuliano Gaeta «PICCOLE ITALIANE» (azione drammatica per ragazzi, in 2 atti) di Pierina e Aldo Mattei — Editrice Moderna, Trieste. Aldo Mattei è noto come scrittore robusto e serio. Il suo romanzo storico «I de Francolin» è un’opera vasta che riproduce efficacemente un ambiente lontano nel tempo, ma geograficamente vicino: opera che meriterebbe di essere meglio e più diffusamente conosciuta. Frequenti e vivaci sue pennelliate sulla stampa quotidiana ci dànno quadri fotografci della vita passata della nostra regione. «La Porta Orientale» annovera Aldo Mattei tra i suoi migliori collaboratori ed ha in riserva alcuni suoi ottimi studii che saranno prossimamente pubblicati. Questa volta abbiamo avuto la sorpresa di conoscere Aldo Mattei quale drammaturgo. In collaborazione con la sua gentile signora, Pierina Mattei, ha dato alle stampe queste «Piccole Italiane»; piccolo dramma, che si svolge nell’impero e che rivela il carattere generoso ed eroico dei nostri ragazzi — della gioventù cresciuta nel nuovo clima del Fascismo e che sa, se necessario, assurgere a gesti degni di gente provata e matura. L’azione riproduce la vita di una modesta comunità d’italiani vivente in una zona mineraria dell'Africa Italiana nel periodo immediatamente successivo alla conquista, con l’insidia di un agente straniero, una mezza rivolta di negri, e i Balilla che imbracciano il moschetto non più per esercitazioni ma per resistere al nemico e sedare la rivolta. Naturalmente, la protagonista è l’eroina che suggella col sacrificio il carattere dei ragazzi di Mussolini. Azione drammatica snella e vivace che meriterebbe di essere conosciuta non solo attraverso la facile lettura, ma anche e sopratutto nello svolgimento teatrale, ai fini educativi che si propone, e attraverso all’esecuzione degli autentici Balilla e delle autentiche Piccole Italiane. E la «Gii» e i «Dopolavoro» ne ricaverebbero sicuro profitto spirituale. F. Pagnacco