Il processo per alto tradimento Bennati - Quarantotto 249 musicista Don Iseppo, vissuto nel Settecento) e tutta una serie di magistrati al Consiglio dei Nobili della loro città. Caduta la Serenissima, gli avi di Luigi Quarantotto, ch’erano stati — com’è facile immaginare — ferventi patriotti veneti, si ritirarono dalla vita pubblica, e dovettero lottare, come quasi tutti i nobili delle città istriane, contro le difficoltà materiali sorte all’improvviso nella vita delle famiglie assuefatte da secoli ai privilegi della classe patrizia. Al principio dell’Ottocento, essi furono del vasto gruppo di quelle famiglie nobili istriane che si astennero dal chiedere il riconoscimento del proprio titolo all’imperatore Francesco I. Le vecchie tradizioni venete della famiglia, all’epoca della giovinezza di Luigi, sopravvivevano specialmente nello zio Monsignor Domenico, Canonico della Insigne Collegiata di Rovigno. Su Luigi Quarantotto vedi II Piccolo del 23 novembre 1910 e i due già citati libri di NICOLO’ COBOL, Un cospiratore ecc. pg. 47 e pg. 152, e Domenico Manzoni di Capodistria, pag. 39, n. 1 e pag. 40, testo e n. 2. (7) Non è però da escludere che tra i vari atti dimostrativi di quella notte fosse precorsa qualche relazione d’intesa e che le fila di tutta la facenda facessero capo in casa del dottor Domenico Manzoni, accanito e infaticabile organizzatore di dimostrazioni irredentiste, anche se di ciò non fa parola il più diffuso biografo, Nicolò Cobol (opere citate). Certo è che il Bennati e il Quarantotto erano amici del Manzoni e ne frequentavano la casa. (8) Cfr. soprattutto L’Indipendente del 5 luglio e La Provincia dell’l-stria del 16 luglio 1878. (9) L’Indipendente, n. del 16 luglio 1878. (10) Il principe Adolfo di Auersperg tenne la presidenza dei ministri austriaci dal 25 novembre 1871 al 15 febbraio 1879. Il suo fu un governo essenzialmente tedesco-centralista. La principale caratteristica della politica interna dell’Auersperg consistette in una fedeltà assoluta alla costituzione e nella tendenza a formare un forte stato unitario tedesco, a danno, si capisce, di tutte le altre nazionalità austriache. Ma la necessità di contrastare il passo alla Russia nei Balcani fu fatale al governo dell’Auersperg. I tedeschi centralisti, avversi per sistema a un’espansione di quel genere, lo abbandonarono e lo costrinsero così a dimettersi. Vedi LUDWIG GUMPLOVICZ, Oesterreichische Reichsgeschichte, Berlin, Cari Heinnemanns Verlag, 1896, pp. 236-240; e RUDOLF CHARMATZ, Oesterreichs innere Geschichte von 1848 bis 1907, voi. I, Leipzig, G. B. Teubner, 19112, pag. 116. (11) Tanto di questo documento, quanto di quelli che poi seguiranno noi diamo, beninteso, la traduzione italiana. Gli originali sono tutti redatti in lingua tedesca. (12) Pietro Meneghini, Pietro Rezzini e Francesco Binder, tutti e tre sudditi italiani, marqueurs nel Caffè al Corso di Trieste, erano stati pure accusati di alto tradimento, perchè sospetti di avere affìsso il 3 giugno agli alberi del viale dell’Acquedotto, e sparsi per terra, proclami rivoluzionari del Comitato triestino per le Alpi Giulie, associazione irredentista delle più facinorose (cfr. L Indipendente del 7 settembre 1878). Del Meneghini e compagni trovo notizia solamente nel TAMARO, op. cit., pg. 483. (13) Era l’epoca in cui i più ragguardevoli insegnanti del giure venivano chiamati in Austria a far parte del Governo. Furono essi a introdurre nella burocrazia austriaca criteri di serena imparzialità, quel lodevole sistema di rigida selezione, per cui solo i funzionari meglio preparati culturalmente salivano ai posti direttivi. Fu compagno del Glaser nel ministero Auersperg l’illustre civilista Unger, anch’egli professore all’Università di Vienna; ciò che valse a far popolarmente chiamare ministero dei dottori (Doktorenministe-rium) il Gabinetto a cui essi appartenevano. Cfr. RUDOLF SIEGHART, Die letzten Jahrzehnte einer GrOssmacht, Berlin, Ullstein, 1932, pg. 266. (14) Il racconto che noi facciamo dello svolgimento dei dibattimenti lubianesi è basato, oltreché sulle larghe relazioni pubblicatene da due giornali triestini, L’Indipendente e la Triester Zeitung, sui ricordi personali dell’avvocato Gambini. (15) L’Indipendente, n. 8 settebre 1878. (16) L’Indipendente, n. 10 settembre 1878. (17) L’Indipendente, n. 10 settembre 1878. (18) L’Indipendente, n. 9 settembre 1878.