468 FATTI, PERSONE, IDEE ti: siamo stati testimòni noi stessi (ielle rielaborazioni cui il Sofianopu- 10 ha sottoposto certi passi della sua versione, fino al punto da esigere una nuova tiratura per fogli interi di stampa, pur d'arrivare in tempo a inserirvi qualche ritocco che gli pareva necessario. Ma riteniamo ozioso dar corso a una polemica su riserve di gusto d’indole tutt’affatto personale e che lascerebbe, alla fine, tutti quanti del proprio parere. Preferiamo riprodurre qui il testo di quella quartina di cui il nostro Gaeta aveva notato l’inesplicabile omissione a pagina 212 della versione del Sofìanopulo: si tratta della ottava strofa della lirica intitolata 11 vino dell’assassino. L’omissione è inesplicabile per lo stesso Sofìanopulo : ma evidentemente è dovuta alla sbadataggine del proto, che, mettendo in macchina, per la tiratura, i singoli fogli, non s’accorse che in una pagina era venuta a cadere una delle sei quartine di cui si componevano normalmente le altre pagine. La quartina, inavvertitamente saltata, eccola qui nel testo autentico che dobbiamo alla cortesia del traduttore : Nessuno può comprendermi, (...„assas- Isinoì”) Fra tanti sciocchi bevitor di botti ci fu chi nelle sue morbose notti pensò di farsi un sudario col vino? Noi siamo lieti di render possibile così a tutti i possessori della versione di Cesare Sofìanopulo o, comunque, a tutti i suoi lettori, d integrare il testo della pagina 212: e questo era il più importante, che gli acquisitori e lettori della versione, sì mirabilmente elaborata e stampata, fossero posti in grado di riparare a una sen- sibile lacuna della quale il traduttore non è allatto responsabile. Ferdinando Pasini (1) CHARLES BAUDELAIRE 1 fiori del male, versione di Cesare Sofiano-pulo, Trieste, Libr. Licinio Cappelli 1937-XVI. (2) Per convincersi di questo, basta leggere nel Meridiano di Roma (12 nov. ’39-XVIII) tutte le osservazioni di Odoardo Gori alla versione del Re di Tuie, fatta dal Carducci : la quale (ahimè!) «abbonda di mende», quando non sa addirittura di «tradi-gione». Che il Carducci traducesse il famoso testo goethiano, dandone una libera interpretazione «per quanto lo interessava», come usava fare lo Herder nelle sue Voci dei popoli o il Goethe stesso nel suo Divano Orientale, il Gori non sospetta minimamente. I nostri morti Guido dii Ban, patriotta integerrimo, perseguitato politico sotto la dominazione austriaca, condannato nel 1916 a sei anni di fortezza, de’ quali ebbe a scontarne due, perchè la redenzione venne a liberarlo dal carcere; appassionato cultore della stenografia, presidente deil’Unione stenografica triestina (la più vecchia società italiana del genere) ; capoufficio al Comune di Trieste: venne con lui a mancare, nell’ottobre scorso, uno de’ più amati e apprezzati cittadini, esemplare , come funzionario, come studioso, come lottatore per la italianità della sua terra. Era nato a Trieste nel 1877. (V. «Piccolo», 7 e 9, X, ’39.) Nel novembre perdemmo Eugenio Boegan, a 64 anni, l’animatore del-l’Alpina delle Giulie, lo speleologo esploratore del Carso e maestro d’analoghe esplorazioni a tutte le altre regioni d’Italia. Direttore della rivista Le grotte d’Italia, autore del Timavo (premiato dalia R. Accademia d'Italia) e, in collaborazione con Lui-