112 LEONE VERONESE continua, studiata; ecco le cause dell’esodo, di tanti giovani e di tanti maturi d’età, dalle provincie irredente. La nostra fede d’italianità ci spinge alle libere città sorelle; dovranno esse disconoscerci? E poiché siamo italiani d’origine, poiché più non resta a noi la „civitas” nostra, perchè come i cittadini degli altri comuni d’Italia non potremmo essere elettori in quello ove fissammo la nostra residenza? E’ giusta, è santa la legge votata dal Parlamento. La dominazione straniera toglie a noi la libertà in casa nostra, ma noi siamo cittadini italiani per posizione geografica, per storia e per costumi. Verrà il giorno che lo saremmo politicamente. Fino a quel giorno, la lotta per la redenzione nelle nostre provincie, l’eguaglianza ai nostri fratelli nella madre patria! Non basterebbe un intero volume a voler raccogliere le varie manifestazioni alle quali il Cairoli — talvolta anche in veste ufficiale — non mancò d’imprimere un carattere nettamente irredentista. Eccone due di particolare significato: Nel 1885 l’Italia tutta concorde e festante, celebrava il settimo centenario della gloriosa battaglia di Legnano. A quella celebrazione, apparvero anche le bandiere di Trieste e di Trento, velate a gramaglia e alle quali venne assegnato un posto d’onore. Benedetto Cairoli nella sua qualità di presidente del Comitato organizzatore di quella celebrazione, iniziò il suo discorso con queste parole: L’Italia è qui nelle sue deputazioni ufficiali e popolari, colle rappresentanze governative e municipali, colla stampa, con le società politiche e operaie, con la milizia adunque del pensiero, del lavoro e del sacrificio. L’Italia è qui, e celebra il suo anniversario : perchè nel- lo svolgimento storico del sentimento nazionale, Legnano è la prima pagina dell’epopea, l'esordio dell’idea che si compie col trionfo della patria. Ed il primo saluto sia alla sventura che ha un diritto di precedenza: le nostre bandiere sono senza macchia, ma non senza lagrime: ve n’ha qualcuna anzi che segna col lugubre velo il lutto dei cuori e attira il sospiro dei nostri, nori immemori del dovere, non scoraggiati dal disinganno, non guasti dall’egoismo, fidenti invece nel principio trionfato: