220 GIULIANO GAETA «Italia e Francia», aveva trattato la questione tunisina riservandole il posto d’onore della prima pagina. Aveva detto: «Le agenzie telegrafiche che prendono l’intonazione a Parigi c’inondano di notizie, dalle quali i tunisini appariscono provocatori della Francia, delle sue ire, delle sue vendette, misure militari e... relative conquiste. In realtà non consta che siano avvenute esplosioni, tranne una zuffa del 31 marzo, di cui resta a sapere come e da chi fu provocata. I fermenti, le minaccie d’insurrezione ecc. possono essere benissimo cose artificiali, di fabbrica francese. Il fatto è che ora per fas o per nefas si prepai’a un'invasione della Tunisia. Tutto questo complesso di cose ci rammenta la favola del lupo e dell’agnello: il lupo, mentre beveva all’insù della corrente, pretendeva che l’agnello all’ingiù gli intorbidasse le acque del rivo. E’ forse il caso della Francia. Alle novelle agenzie francesi contrapponiamo quanto dice VOpinione, cui prestiamo maggior fede.» Seguiva l’articolo de L’Opinione, in cui, fra l’altro, era detto: «Il partito che spinge la Francia alla conquista di Tunisi si compone di due sorta di elementi: di coloro, cioè, per i quali la Francia è tutto, mentre il resto del mondo è nulla, anzi fu dalla natura ordinato il resto del mondo a servire di strumento alla Francia, di sgabello alla sua ambizione, di organo della sua ricchezza e della sua potenza; e di coloro, inoltre, i quali capiscono benissimo dove si va a finire con questa tormentata questione di Tunisi, e, al presente vi scorgono l’inimicizia latente tra la Francia e l’Italia, e in lontananza l’ostilità aperta...» E così via. E per tutta la durata della campagna, la questione di Tunisi interessa vivamente II Cittadino, il quale però spesso alla trattazione redazionale del problema preferisce la riproduzione di articoli di giornali italiani. Comunque il suo atteggiamnto ci appare decisamente italofilo ed antifrancese. La trattazione redazionale prevale invece nell’Ìndipendente per quanto questo trascuri la riproduzione di stralci d’articoli di giornali italiani, ed ami spulciare pure la stampa straniera. Il 9 aprile L’Indipendente, in un articolo di fondo intitolato «L’occupazione di Tunisi», dice: «La quistione di Tunisi risale ad una data abbastanza vecchia; essa conta già dodici anni, ma egli è da un anno circa, che la stampa nel Regno, in specialità la Riforma, richiamò l’attenzione del governo italiano sui pericoli dell’indole della politica francese verso la reggenza, che camminava la linea precisa, segnat? antecedentemente nella conquista di Algeri.