314 GIUSEPPE STEFANI «All’arrivo, alla stazione, attendono tutti i maggiorenti guidati dall’avvocato Costantini, presidente del Consiglio d’amministrazione comunale. Scambiati i saluti, gli ospiti scendono alla città con carrozze messe gentilmente a loro disposizione dai signori del luogo. «La prima sosta è quasi alla prima casa della nobile città: al nuovo edilìzio del Ginnasio reale provinciale. In questa prima sosta è l’indice più bello e la significazione più alta della visita a Pi-sino che al Poeta mostra l’arme nobilissima della sua difesa. All’ingresso dello splendido edilìzio Gabriele d’Annunzio è salutato dal direttore del Ginnasio, prof. Silvio Mitis, col corpo insegnante; guidato attraverso i vari locali, ne resta gratissimamente impressionato ed esprime al prof. Mitis, e ai presenti, rappresentanti della città e della provincia, con frasi calde, il suo compiacimento che è accolto quasi augurio all’avvenire dell’istituto. «Si rimonta quindi nelle carrozze per andare alla famosa «foiba» che attrae per lungo tempo l’attenzione di Gabriele d’Annunzio, estasiato da tutta la primaverile veste della pittoresca natura circostante. «Si entra poi in città. E qui si svolge uno spettacolo meraviglioso, commoventissimo. A traverso la via principale sino alla piazza, dalle finestre delle case signorili e popolane, tutte egualmente affollate, una multicolore pioggia di fiori ricopre la carrozza del Poeta e degli altri ospiti. Gabriele d’Annunzio è visibilmente tocco da questa dimostrazione così gentile, da questa manifestazione della vera e intera anima dei pisinesi, e ringrazia in ogni guisa le signore che accompagnano la pioggia floreale con sventolio di fazzoletti e acclamazioni. «Fra la continua affettuosa manifestazione, il Poeta sale al Casino di Società, e quindi al Giardino infantile della Lega Nazionale, ove alcune ragazzine e alcuni ragazzi gli porgono saluti in forma sì caramente simpatica che accresce ancor più la suggestiva impressione della non mai cessante dimostrazione popolare. La quale lo accoglie all'uscita e lo accompagna alla sede attuale del Ginnasio italiano, dove, dopo visitati gli ambienti scolastici, Gabriele d’Annunzio, con nobile pensiero, non dubbia prova dell’impressione provata nella visita al ginnasio, consegna all’on. Costantini, quale presidente della Commissione sussidiatrice del ginnasio, l’importo di cor. 200 a favore degli studenti poveri. Anche altri signori erogano allo stesso scopo vari importi. «Si scende quindi lo scalone che divide i due ginnasi posti l’uno di fronte all’altro, per muovere verso il Castello. La pioggia di fiori e le acclamazioni si rinnovano: tra i fiori il Poeta nota al-