386 FATTI, PERSONE, IDEE razione marittima come essa è contenuta nelle celebri «Ordinacions» od Ordinanze dei consiglieri di Barcellona del 1484 (ne è riprodotto, da un incunabolo, l’esordio). Ma è certo che queste norme catalane «sobre les se-guretats maritimes» riecheggiano in molto precedenti leggi italiane (rintracciate nella seconda metà del secolo scorso). C’era poi l'esempio delle regole del Consolato del Mare, cui infatti le ultime Ordinazioni barcel-lonesi andarono aggiunte. Gli Statuti di Firenze del 1523 e di Genova del 1588, con l’uso di formule costanti e già ben specificate, comprovano ancora meglio il primato italiano in questa assicurazione marittima che è la forma assicurativa madre: solo del 1681 è l’importante francese «Ordon-nance de la Marine» che disciplinava organicamente la materia assicurativa ispirandosi al Guidon de la Mer. Per l’assicurazione sulla vita solo nel secolo XVIII può dirsi superata l’epoca dei tentativi empirici, dei divieti e delle concezioni antiquate: è del 1705 l’inglese «The Amicable Society for a perpetuai Assurance Office» (poi assorbita dalla grande Norwich Union Life). Nel ramo incendi la storia concede il primato ai Tedeschi per le loro cosidette gilde incendi, le tìrandgilden. Abbiamo un contratto del 1591 stretto in forma mutua fra i proprietari di 100 fabbriche di birra, industria allora floridissima in Amburgo. E la grande General-Feuerkassa amburghese modello alle altre Casse Incendi sorse nel 1676. Il colossale incendio che nel settembre 1666 distrusse buona parte di Londra (per antonomasia gli Inglesi lo chiamarono a lungo il Great Fire) fu l’incentivo per quel Fire Office del 1681 che fu il primo esempio di Compagnia d’assicurazione incendi. E’ caratteristico il fatto che da noi tale ramo di assicurazione si svi- luppasse più tardi: infatti da noi molte eran le case costruite in pietra e mattoni, quindi con materiali meno esposti agli incendi di quel che non fosse la paglia che ancora nel Rinascimento copriva parecchie case di Londra. In un «fondo per tempesta» istituito in Piemonte con Ordinanza del 1683 vede il Sanzin un primo germe dell’assicurazione grandine (ma appena oltre un secolo dopo venne fondata a Braunschweig la prima impresa di assicurazione grandine vera e propria). Chiuderemo questa rapida spigolatura fra i tanti episodi storici interessantissimi della prima parte, più generale, del volume, notando come (analogamente a quanto avvenuto a Londra nel 1666, dove il «Great Fire» diede l’avvio all’assicurazione incendi) il fenomeno della riassicurazione assumesse proporzioni ingenti dopo il grande incendio di Amburgo nel 1842 (ed ecco primo il Weseler Ruckversicherungs-verein fondato nel 1843). Anche sulla strada evolutiva della assicurazione verso la grande impresa l’Italia ha un primato nella storia con la Compagnia di Assicuratori in Venezia approvata nella sua costituzione dal Senato veneto con Parte del 25 settembre 1681: solo sei o sette anni più tardi, nel 1687/88, sorse, dai convegni che assicuratori armatori e marinai tenevano nel caffeuccio di Edward Lloyd sulla Geat Tower Street di Londra, la potentissima corporazione inglese dei Lloyds. Si scagliona per tutta la seconda metà del secolo XVIII la costituzione delle prime Compagnie italiane di assicurazione: la prima italiana è la Compagnia genovese del 1740, e la prima triestina è quella del 1764-65. Ed in pochi decenni Trieste doveva contare un assoluto primato in Italia: in una chiarissima grande tavola colorata di questo volume ne trovia-