Il processo per alto tradimento Bennati - Quarantotto 231 austrofobia triestina — assai bene informato di ciò che avveniva o si decideva nelle sfere e nei dicasteri governativi di Trieste: «Nella notte di domenica, alle ore tre, con grande segretezza vennero trasportati da Capodistria in queste carceri criminali, sotto scorta di alcuni gendarmi con baionetta in canna, i due giovani studenti signori Bennati e Quarantotto, messi in istato d’accusa sotto imputazione di alto tradimento, per i noti fatti del 2 giugno p. p., in attesa di essere inviati al dibattimento a quella Corte d’Assise che verrà destinata dalla Suprema Corte di Giustizia in Vienna, avendo la Procura di Stato chiesto per loro la delegazione ad un’altra Corte d’Assise, che non sia quella di Trieste. Non facciamo commenti, perchè oltre ad essere pericolosi, sarebbero anche superflui!» (9) Nelle carceri criminali di Trieste, dette altrimenti dei Gesuiti, il Bennati e il Quarantotto rimasero reclusi per la durata di un mese, giacché soltanto la sera del 15 agosto essi vennero fatti par-tir«, sotto forte scorta, con la ferrovia, alla volta di Lubiana, dinanzi alla cui Corte d’Assise doveva per decisione della Suprema Corte di giustizia di Vienna, essere tenuto il pubblico dibattimento in lorq confronto. Sappiamo già ch’era stata la I. R. Procura di Stato di TriÈste a chiedere che una Corte d’Assise diversa dalla triestina fosse delegata a giudicare i due giovani. Nè ci vuol molto a capire quali motivi avessero determinato tale richiesta, quando si pensi come fosse allora politicamente scottante ed infido all’Austria il teireno anche a Trieste. Pareva, in un primo tempo, che il dibattimento si dovesse iniziare il 19 agosto; ma poi esso fu prorogato al 7 settembre. Il die, oltre a tutto il resto, significò per i due giovani anche un notevolissimo e quindi fastidiosissimo prolungamento del carcere in-quisizionale. A Lubiana il Bennati e il Quarantotto vennero accompagnati dall’avvocato Gambini, ch’era stato fino allora, come sappiamo, il patrocinatore del Bennati. Fu questa una circostanza di gran peso, che doveva avere un decisivo influsso su tutto l’ulteriore svolgimento del processo. Rimasto, nell’interesse dei due accusati, a Lubiana, il Gambini, da queU’uomo di acuta intelligenza e di straordinaria abilità pratica ch'egli era, studiò l’ambiente, valutò persone e cose, si rese pieno ed esatto conto della situazione politica locale e del profitto che se ue poteva ricavare ai fini dell’andamento della causa e delle sorti dei due giovani. E allorché il Bennati e il Quarantotto dovettero scegliersi due nuovi difensori, in grado di patrocinarli usando le