196 ROMANO DRIOLI rilevava l’insufficienza delle artiglierie per armare la base di sbarco e per l’azione successiva ed osservava a tale riguardo: «La conquista della Bosnia, all’incirca uguale per superfìcie, popolazione, natura del paese e degli abitanti all’Albania, richiese da parte dell’Austria, che pure l’avviluppava con le sue frontiere della Sava e della Dalmazia, la mobilitazione di ben 260.000 uomini, la qual cosa torna a conferma che con un corpo d’Armata di 38.000 uomini non si possono avere di mira che scopi ben limitati». Bisogna riconoscere che, in previsione di certe eventualità, il Generale Cadorna si uniformò a un ragionamento di fredda logica militare, che comportava in primo luogo una valutazione delle difficoltà del terreno. «Ed invero, — avvertiva il Gen. Cadorna — la disposizione delle montagne a pieghe parallele alla costa e normali alle linee di marcia che penetrano nell’interno, nel mentre renderebbero agevole aH’awersario la difesa frontale, gli faciliterebbero pure l’attacco contro i nostri fianchi rimontando o discendendo gli avvallamenti che separano le pieghe stesse. D’onde la necessità di numerose colonne parallele, ciascuna di forze rilevanti, le quali con la loro reciproca azione facciano cadere le successive difese che l’aspro paese permette di organizzare, e che possono di molto prolungarsi col concorso di popolazioni per natura fiere e indomite». V IMPIEGO DELL’ARMA AEREA Dal febbraio 1911 ad oggi un elemento nuovo è intervenuto a rivoluzionare le operazioni militari: l’Arma aerea. L’impiego di quest’Arma ha consentito all’Esercito Italiano le rapide soluzioni di alti compiti tattici e strategici sia in Etiopia che in Albania. Evidentemente il Gen. Cadorna conservava, come conservò sempre, una sua vecchia mentalità positiva la quale non poteva tener conto, nelle previsioni, di questo nuovo strumento di potenza militare. Strumento che fece in su gli albori del suo impiego ottima prova, durante lo sbarco in Tripolitania, operazione, come è noto, intrapresa nell’ottobre del 1911. L’INVASIONE BALCANICA IN ALBANIA La guerra libica aprì il varco alla guerra balcanica. Da quel momento la storia albanese è intimamente legata alla crisi europea sopravvenuta allorché truppe serbe e greche marciarono in ter-