Festività e solennità allo scorcio dell’impero Napoleonico 455 Illustrissimo Signore Avendo io disegnato di secondare la premura di molti, che bramano, ch’io consacri a V. S. Illustrissima il Discorso da me pronunziato il di sei corrente, mi sono preso l’ardire di pregiarlo col raguardevolissimo di Lei Nome. La benignità colla quale Ella ha sempre riguardato questa povera Chiesa Colleggiata, ed il prezioso dono de’ sacri arredi, oltre alla soavità dell’indole sua, ed’affabilità del suo tratto, e quelle singolari doti, e virtù, che la resero degna della grazia dell’Augustissimo comune Sovrano, coraggio me ne hanno dato, ed eccitamento. E ben parve, che l’Istria tutta escisse fuor di se stessa per l’esuberante allegrezza, che traboccava nell’animo de’ miei Concittadini al di Lei regresso a queste fortunatissime Sponde. Ve-deansi uomini e donne, giovani e vecchi, e plebei, tutta gente di ogni età, d’ogni sesso affollarsi al di Lei palazzo, e tutti d’accordo a tributar omaggi di venerazione, chiedente ognuno patrocinio. Giovami sperare, che la tenue offerta, concepita in mezzo alle non mai interrotte cure parrocchiali, sendo nata in un fondo, che appartiene precisamente al Sovrano, non le riuscirà disgradevole; mentre dona a me l’adito di palesare al Mondo, che toccò in sorte alla cara mia patria un Angelo, indivisibile e benevolo Angelo, che la protegge; e porge a me la fortunata occasione di protestarmi con doveroso ossequio e venerazione D. V. 5. Illustrissima Umiliss. Obbligatiss. dev. Ossequiositi. D. Pietro Buran Can.o Pievano DISCORSO Se mai ne’ pregievoli incontri di dover ragionare d’avanti il venerando cospetto vostro, amati miei parrocchiani, si è sparso di dolcezza il mio labbro, questa è certamente la volta, in cui mi veggo soavemente costretto in angustia di tempo annunziarvi la luminosa vittoria, riportata da S. M. l’imperatore, e Re al campo di Liitzen; per cui S. M. l’imperatrice Regina, e Reggente con venerato dispaccio, dato da S. Cloud li 11. spirato Maggio, indirizzato a S. E. il Ministro de’ Culti, siamo eccitati noi tutti di porgere al Dio degli eserciti i più fervidi ringraziamenti coll’esultantissimo cantico della Chiesa Te Deum laudamus, che intuonerassi dopo la Messa nella esposizione del SS.mo Sacramento.