376 ANGELO SCOCCHI Lasciate le due raccolte dal Rossetti alla città di Trieste, raccomandandole al Consiglio comunale, questo le affidò alla Biblioteca civica, che continuò, coi mezzi forniti da un fondo apposito, ad ampliarle; e nella ricordata monografìa del 1862 «In onore e memoria dei tre vescovi» fu inserito anche il catalogo aggiornato della Pic-colominea, compilato dal facente funzioni di bibliotecario d’allora, il dott. Francesco Fiori. Nel sesto centenario della nascita del cantore di Laura, nel 1904, Luigi Suttina provvide a raccogliere la Bibliografìa delie opere a stampa intorno a Francesco Petrarca esistenti nella Biblioteca Ros-settiana di Trieste; Bibliografìa che fu pubblicata quattro anni dopo a spese del Comune in una magnifica edizione. Nella prefazione il Suttina rilevava che «la Petrarchesca, accresciutasi, mercè le amorose cure del prof. Francesco de Fiori e quindi di Attilio Hortis, può riputarsi adesso a buon diritto la più compiuta e copiosa delle collezioni esistenti». Negli ultimi trent’anni molti acquisti per le due raccolte furono eseguiti dal bibliotecario dott. Giacomo Braun, che a complemento della Petrarchesca ha istituito pure una Boccaccesca; sviluppando un primo nucleo tratto dal lascito Hortis. Il dott. Giacomo Braun, che al riordinamento della Biblioteca civica e al suo perfezionamento ha dedicato e dedica tutte le sue energie, si è accinto anche a un gravoso lavoro, di cui gli saranno assai grati gli studiosi: la preparazione dei tre cataloghi bibliografici della Petrarchesca, della Boccaccesca e della Piccolominea, con la descrizione particolareggiata, minuziosa, dei manoscritti, approntandone le schede. Quand’esse saranno tutte riempite, i tre cataloghi potranno essere pubblicati a onore anche della città che ha il vanto di possedere sì mirabili raccolte. Quale scrittore e poeta, Enea Silvio Piccolomini si eleva maestosa figura delfumanesimo dotto, brillante, risuscitatore delle arti e delle concezioni paganeggianti della vita. Ogni opera sua può diventare oggetto di esame e di commento; tra le altre, le due che, se non sono inesatti i calcoli di Ireneo della Croce, furono composte durante il triennio del vescovato triestino, dal 1447 al 1450: De educatione liberorum e De arte gramaticae. E’ da notarsi, incidentalmente, che le terre giuliane contribuirono all’umanesimo con due letterati contemporanei al senese, il