228 GIOVANNI QUARANTOTTI La stessa precoce morte di Vittorio Emanuele II, suscitando fieri rimpianti e ravvivando gloriosi ricordi, valse, sin dall’inizio del ’78, più a rinfocolare che ad attenuare, così nel Trentino che a Trieste e in tutto il resto della Venezia Giulia, il fermento patriottico e antiaustriaco. Giustamente perciò osserva il Tamaro, nella sua diffusa e informatissima Storia di Trieste, che «l’anno 1878 fu tutta una serie di manifestazioni irredentistiche». (2) A Trieste e in Istria queste manifestazioni spesseggiarono segnatamente il 2 giugno, festa dello Statuto, ricorrenza che, per il suo eloquente significato storico e politico, fu sempre cara in modo particolare ai corifei dell’irredentismo e però altrettanto ostica ed invisa alle autorità governative austriache. Arresti, perquisizioni e processi ne furono il naturale corollario. Delle dimostrazioni in discorso alcune appariscono più e altre meno note ai cronisti ed agli storici dell’irredentismo. Non sarà perciò del tutto inutile far piena luce, con la scorta di preziosi particolari inediti e di documenti finora sconosciuti, sur un episodio accaduto il 2 giugno del ’78 a Capodistria, la fiera cittadina stata sempre a capo del movimento patriottico istriano; episodio non ancora a sufficienza chiarito e reso noto, ma tuttavia molto notevole e caratteristico, sia per le circostanze in cui si svolse, che per le persone che vi ebbero parte e per il fatto che doveva successivamente sboccare in un processo per alto tradimento fra i più tipici dell’epoca e di quelle ch’erano allora le condizioni potitiche interne dell’Austria. (3) n. Il giornaletto capodistriano L’Unione, fondato, diretto e in gran parte anche scritto da quell’originale tipo d’intransigente e tenace patriotta e cospiratore irredentista che fu il dottor Domenico Manzoni, (4) dando, nella puntata del 9 giugno 1878, notizia delle dimostrazioni antiaustriache che s’erano svolte a Trieste e in Istria il 2 giugno, per la festa dello Statuto, così riferiva sulle manifestazioni che avevano avuto luogo nella stessa Capodistria: «Il mattino della prima domenica del giugno corrente furono trovate qui appese agli alberi del Belvedere banderuole tricolori, e per le vie cartellini con motti oltremodo sediziosi. Inoltre ebbero diffusione dei proclami incendiarii. L’i. r. Autorità vigila». L’ironico accenno alla «vigilanza» degli organi governativi austriaci non era, in verità, tanto fuori di posto, giacché effettivamente qualcosa la I. R. Gendarmeria aveva visto e risaputo. Tanto fa che