TUNISI E L’ITALIA IMPERIALE 9 Repubblica chiercuta. Gli italiani potranno tornare a fraternizzare solo ad un patto, predice l’Eroe di Caprera, stracciando il trattato del Bardo. L’occupazione di Tunisi scavò, malgrado le tendenze francofile della sinistra, un vero abisso tra le due nazioni latine. Sopratutto la violenza usata dalla Francia per escludere dalla Tunisia l’influenza italiana determinò nella penisola un mutamento radicale. L’Italia, delusa, per uscire dall’isolamento in cui era stata tenuta dalla politica di Benedetto Cairoli, entrò nell’orbita della politica tedesca. E nel 1882 fu la Triplice Alleanza. L’Italia però non si rassegnò a riconoscere il dominio francese a Tunisi. Evitò anzi, su istruzioni del Mancini, qualunque atto che potesse significare riconoscimento non solo di diritto ma anche di fatto dello stato di cose creato dal Trattato del Bardo e si irrigidì legittimamente nel fare valere quei diritti che le provenivano dai trattati stretti con il Bey prima del 1881, e precisamente dal Granduca di toscana nel 1822, dal Re di Sardegna nel 1832, dal Re delle due Sicilie nel 1833, sostituiti nel 1868 dal trattato detto della «Goletta» tra il Regno d’Italia e il Beylicato di Tunisi che garantiva nel modo più ampio la nazionalità e i diritti dei nostri connazionali stabiliti in Tunisia. Nel ’84 una rinuncia ai nostri diritti fu fatta dal Ministro degli Esteri Pasquale Stanislao Mancini che accettò la sospensione della giurisdizione consolare italiana in Tunisia. Sebbene ultima l’Italia dovette abbandonare questa forma di sovranità. Fu questo indubbiamente uno scacco. Ma per fortuna dell’Italia nel 1887 saliva al potere Francesco Crispi. Dopo le rinuncio dolorose di Tunisi e dell’Egitto Crispi cercò di ristabilire l’equilibrio a vantaggio dell’Italia sospingendola a non restare indietro alle altre nazioni, nel periodo storico delle grandi conquiste coloniali. Per primo egli ruppe con il principio di nazionalità sganciando l’Italia dalla sua posizione continentale di lotta contro l’Austria per portarla all’idea di una politica d’oltremare. > . Vigila il grande Statista affinchè la situazione degli italiani di funisi non peggiorasse e la Francia non traesse dalla sua posizione fraudolentamente conquistata vantaggi a danno del nostro Paese. Chi ha letto i documenti pubblicati dal Palamenghi conosce con quale passione Francesco Crispi si battè per impedire che agli italiani di Tunisi fosse tolta la Patria e per ostacolare alla Francia