TRIESTE E I RAPPORTI COMMERCIALI CON TUNISI 27 Generalmente la Reggenza preleva dal nostro porto: ferro e acciaio in barre (21 qt.) ; tubi (29 qt.) ; chiodi e bulloni (192 qt.) ; utensili e vasellame per uso domestico (861 qt.) ; lavori in ferro, ghisa ed acciaio di varie specie (577 qt.). In complesso il movimento, pur oscillando fortemente, dimostra una tendenza a permanere e ad aumentare. C) CERAMICHE. Anche i prodotti di ceramica, i vasellami ed i cristalli interessano i traffici triestino-tunisini. Il nostro porto è — in questi prodotti — un ottimo intermediario, appunto per la buona linea quindicinale della Tripcovich, che gestisce con inappuntabilità il servizio fra noi e Tunisi. Le spedizioni, pur essendo cadute del 50% rispetto il 1929, dimostrano sempre una buona vitalità, e riguardano prodotti austro-cecoslovacchi. Esportazione di ceramiche: 1929 . . . . 2460 qt. 1930 . . . . 2390 » 1931 . . . . 1977 » 1932 . . . . 1560 » 1933 . . . . 1250 » 1934 . . . . 1157 » 1937 . . . . 1119 » D) CARTA E CARTONI. Questo traffico ha lentamente perduto la sua importanza. I prodotti germanici e cecoslovacchi hanno preso la via di Amburgo, mentre l’esportazione francese ha cercato di eliminare, via via, i prodotti esteri. Dai 5425 qt. esportati nel 1929, si è giunti ai 2169 quintali nel 1930 e quindi, dopo brusche oscillazioni, ai 103 qt. attuali. E) VETRI E CRISTALLI. Tale mercato si è mantenuto abbastanza attivo, pur subendo, rispetto al 1929, una caduta del 60%. Fino al 1934 le partenze si sono mantenute sopra i 1000 qt., discendendo poi a meno di 600. Oggi ammontano a 580 qt. F) ALTRI PRODOTTI. Esaminando, in particolare, le cifre dell’ultimo biennio notiamo alcuni prodotti che hanno interessato il commercio tunisino. Così il caffè, che è stato spedito nella misura di 282 qt. (1937) ; il